Non è la Rai, le verità di Laura Colucci: “Tante schifezze”

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Laura Colucci racconta trent’anni dopo il dietro le quinte shock del programma Non è la Rai di Gianni Boncompagni: “Non era una fiaba, tante schifezze”.

Era il 9 settembre del 1991 quando su Canale 5 andava in onda la prima puntata di Non è la Rai, programma cult di Gianni Boncompagni. Quest’anno ricorrono i 30 anni del celebre programma che ha cambiato milioni di italiani negli anni ’90. Recentemente una delle protagoniste dello show, Laura Colucci, ha deciso di raccontare i “dietro le quinte” della trasmissione. La showgirl ha messo in luce anche il lato oscuro di Non è la Rai.

“Non era una favola. C’erano delle situazioni vomitevoli”, racconta Laura, e poi spiega che tutto quello che è successo in quegli anni lo sta raccogliendo nel libro che sta scrivendo, e in cui forse scriverà proprio i nomi e cognomi degli autori o comunque facendo capire di chi si riferisce.

La 45 enne originaria di Vigevano, in provincia di Pavia, racconta che è stata proprio una veterana, entrando nel programma nella prima edizione. La ragazza, allora ventunenne, non fece il provino come tutte le altre, ed entrò a programma già iniziato, precisamente due mesi dopo. L’allora ragazza entrò così in un mondo che faceva guadagnare ad una ballerina più di un direttore di banca. Si sentiva privilegiata, racconta Colucci, di di non pagare al cinema, discoteche, ristoranti e “firmare autografi come una diva”, racconta la ballerina.

Tutto questo però celava degli aspetti “vomitevoli”, che Laura Colucci confessa avrebbe preferito conoscere in età più adulta. “Non c’è niente di fiabesco in Non è la Rai”, afferma la donna, poi fa cenno al regista 60enne Boncompagni che conviveva con una minorenne, “ma non sta a me giudicare”, dice. La ballerina rassicura che nessuno l’ha mai costretta ad andare a letto per continuare a lavorare nel mondo dello spettacolo, ma a ragazze che conosceva è successo.

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Laura infatti racconta che alcune le hanno confidato di “essere dovute scendere a compromessi”, racconta, e lo facevano con l’obiettivo di emergere e fare qualcosa di più rispetto alla semplice ballerina dello show. Laura Colucci afferma che solo un gruppo più ristretto di ragazza, alla fine della prima stagione del programma, è stato scelto per poter continuare nel mondo dello spettacolo, mentre le altre dovevano “scendere a determinati compromessi per poter mantenere la visibilità”.