La Giornata internazionale per la preservazione dello strato di ozono

0
138

Dal 1994 la Giornata Internazionale per la preservazione dello strato di Ozono, fa parte, di una di quelle ricorrenze fondamentali per quanto riguarda il cambiamento climatico. La giornata, istituita lo scorso secolo dall’Assemblea generale delle Nazioni unite, ripone la massima attenzione sulla fondamentale importanza di preservare lo strato di ozono, oggi interessato da un ampio squarcio che mette in pericolo il sostentamento della vita sul pianeta Terra.

Ricostruzione delle osservazioni satellitare della Nasa negli anni 2000 sullo stato del buco dell’ozono. (Photo by Newsmakers)

Il futuro del pianeta Terra passa anche dallo strato di ozono, oggi fortemente minacciato dal cosiddetto “buco” che allarma ambientalisti e scienziati. Basti pensare che, negli ultimi anni, il buco dell’ozono ha raggiunto livelli importanti di apertura: il buco, spiega il monitoraggio atmosferico Copernicus Atmosphere Monitoring Service (Cams) del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Raggio, ha raggiunto le dimensioni dell’Antartide. Il monitoraggio è stato effettuato attraverso il satellite Sentinel 5P del programma Copernicus della Commissione Europea e dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa).

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Ambiente: un terzo delle piante rischia l’estinzione

Lo squarcio dello strato di ozono, non è altro che causato dai clorofluorocarburi, come il cloroformio di metile e il tetracloruro di carbonio. Lo strato di ozono è un filtro fondamentale per il nostro pianeta e anche per gli essere umani. La sua funzione principale è quella di filtrare i raggi ultravioletti del Sole e le sue radiazioni, causa principale di malattie agli occhi e alla pelle, come il cancro. Allo stesso modo, l’ozono protegge anche la vegetazione, collaborando nell’assorbimento della CO2.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> La carestia in Madagascar causata dal cambiamento climatico

Il buco nell’Ozono si registra annualmente durante la primavera australe, come spiega Ansa Scienza e Tecnica e la sua durata estende fino alla fine di settembre o al massimo la metà di ottobre. Il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Raggio stima che il buco possa richiudersi entro il 2050. Ecco perché la Giornata mondiale dell’ozono è un passaggio fondamentale da ripercorrere – perché dimostra come gli effetti avversi del cambiamento climatico abbiano, anche indirettamente, provocato gravi danni all’ecosistema.