Eseosa Fostine Desalu, dall’inferno alla gioia di Tokyo 2020: chi è

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Eseosa Fostine Desalu, da tutti chiamato Fausto, è stato uno degli eroi della staffetta agli ultimi Giochi Olimpici

Eseosa Fostine Desalu (Getty Images)

Le Olimpiadi 2020 di Tokyo per l’Italia sono risultate storiche innanzitutto per il numero più alto di medaglie conquistate (40 complessive) ma anche perché, come lo stesso Malagò ha sottolineato, a trionfare è stata l’Italia multietnica con gli azzurri provenienti da ogni parte del mondo.

Tra questi c’è il velocista Eseosa Fostine Desalu, per tutti Faustino, atleta di origini nigeriane nato e cresciuto in Italia che con Lorenzo Patta, Marcell Jacobs e Filippo Tortu ha contribuito al successo nella staffetta 4×100 con il tempo 37”95. È stato lui a farsi carico dell’ultima curva e la sua storia è come quella di tanti atleti che hanno dovuto aspettare la maggiore età per essere considerato cittadino italiano.

Cresciuto nel Mantovano Breda Cisoni, nel 2012 ha 18 anni quando partecipa al  triangolare Italia, Francia, Germania. Corre per i 200 metri indoor e si classifica al quarto posto con 21”81.

Dopo i Mondiali juniores a Barcellona sempre nel 2012, nei 200 m viene squalificato per invasione di corsia ma è il 2017 l’anno nero: si infortuna e non può partecipare alle qualificazioni per i mondiali in programma a Londra.

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L’atletica non doveva essere il suo destino perché da bambino ha giocato a calcio poi nel 2007 l’allenatore Giangiacomo Contini l’ha coinvolto nell’Interflumina di Casalmaggiore (città natale in provincia di Cremona). Nel 2016 è diventato il terzo italiano alltime sulla distanza dopo nomi importantissimi come Pietro Mennea e Andrew Howe, gareggiando negli Assoluti di Rieti in 20.31, mentre nel 2018 agli Europei di Berlino ha registrato 20.13, secondo azzurro di sempre.

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Dopo il successo alle Olimpiadi ha colpito la reazione della mamma. La signora ha sempre declinato gli inviti a comparire in televisione per non essere negligente: ha infatti dichiarato che lavora come badante e per non arrecare danno alla persona che assiste, non vuole lasciarla sola per andare in tv.