La Corea del Nord ha lanciato un nuovo missile nel Mar del Giappone

I lanci di missili effettuati dalla Corea del Nord non si contano più sulle dita delle mani. Per l’ennesima volta la Corea di Kim ha lanciato un missile nel Mar del Giappone, azione che ha sollevato anche il timore del premier giapponese, che ha definito il lancio un “Atto spiacevole”. 

(Photo by Chung Sung-Jun/Getty Images)

Una nuova dimostrazione di forza arriva dalla Corea del Nord, che ha lanciato un nuovo missile balistico nel Mar del Giappone. A confermarlo è stata la Corea del Sud che ha definito l’atto come l’ennesima “provocazione del regime di Kim Jong-un”. La BBC spiega che le autorità sudcoreane, hanno riportato che il lancio è stato effettuato nella parte orientale, Corea del Nord di Sinpo. “Le autorità di intelligence di Corea del Sud e Stati Uniti stanno conducendo attualmente un’analisi accurata per ulteriori informazioni“, hanno poi affermato le autorità della Corea del Sud.

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Tra i lanci di razzi ipersonici e di quelli a lungo raggio, la Corea del Nord ha dimostrato ancora una volta di focalizzare la propria agenda sul potenziamento degli armamenti, pur violando gli accordi. Come spiega la BBC, i media sudcoreani hanno riportato le stime sul lancio del missile, spiegando che probabilmente ha viaggiato per ben 450 km, raggiugendo l’altezza massima di 60 km. Nessuna certezza invece sulle modalità del lancio: le autorità non hanno ancora ben chiaro se il missile sia stato lanciato da un sottomarino o da una piattaforma.

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Le varie intelligence degli Stati Uniti, della Corea del Sud e del Giappone, discuteranno con una riunione la questione nordcoreana a Seul. Anche il presidente Biden si è detto disponibile ad avviare un dialogo con il leader nordcoreano esente da “preconcetti”. Un dialogo fermo a causa del muro da parte di Kim sulla denuclearizzazione, spinta dalle Nazioni Unite. Kim ha più volte ribadito che il potenziamento dell’arsenale non va una direzione conflittuale ma che è necessario per difendere il paese da una eventuale “invasione degli Stati Uniti”.