Cashback, si va verso il blocco: tutti i dettagli

Il Cashback non dovrebbe essere ripreso nei primi mesi del 2022 nonostante la promessa: pensioni e Reddito gli altri nodi della manovra

Prima poche settimane di prove, dall’8 al 31 dicembre 2020, poi l’entrata in vigore ufficialmente dal 1 gennaio: sembra essere già terminata la vita del Cashback, il programma fortemente voluto dall’ex capo del governo Giuseppe Conte per fronteggiare l’emergenza dell’evasione fiscale e invogliare all’uso dei pagamenti digitali e dunque tracciabili.

governo draghi al lavoro per il recovery plan, cashback in bilico
Joe Raedle/Getty Images

Oggi c’è il Consiglio dei Ministri e dalla precedente Cabina di regia è emersa l’intenzione di chiudere definitivamente con la misura, nonostante gli appelli di Conte. L’intervento era già stato sospeso nella seconda metà del 2021 ed era già chiaro a giugno quale fosse l’opinione di Draghi nei confronti del CashbacK.

C’era però una mezza promessa di riutilizzare lo strumento antievasione nella manovra 2022 ma pare proprio che tale resterà, tale nonostante gli scontenti che ci sono nel Movimento 5 Stelle e nel Pd. Draghi e il ministro dell’economia Franco, pare non abbiano per nulla intensione di rifinanziare il Cashbach per i primi sei mesi dell’anno.

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Cashback, uno studio: “Effetti positivi”

governo draghi al lavoro per il recovery plan, cashback in bilico
Joe Raedle/Getty Images

Nella prima settimana di ottobre era attivato uno studio del Politecnico di Milano dal quale era emerso un bilancio positivo del Cashback. Nei primi sei mesi 2021 le transazioni digitali sono aumentate del 41%. Nello stesso periodo del 2020 il valore complessivo era di 2,3 miliardi mentre da gennaio a giugno 2021 3,2 miliardi. L’istituto si era chiaramente auspicato che il programma riprendesse nel 2022 così come promesso al momento della sospensione.

Manovra, discussione su pensioni e RdC

Gli altri temi caldi della manovra economica oggi in discussione al CdM sono le pensioni e il Reddito di Cittadinanza. Il primo, dove la Lega si sente chiamata in causa più di tutti perché deve essere riformato quota 100, il sistema voluto dal partito di Salvini, si dovrebbe andare solo per il 2022 verso quota 102 per poi discutere di una riforma più organica dopo l’elezione del Presidente della Repubblica.

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Novità anche per il Reddito al quale saranno apportate le modifiche migliorative da più parti richieste: dopo la seconda proposta di lavoro rifiutata potrebbe esserci un ridimensionamento dell’aiuto economico.