Mario Tuti ha avuto un percorso simile a tanti altri condannati per reati gravi. Qual è oggi la situazione giudiziaria
La storia di Mario Tuti è simile a quella di tanti altri terroristi italiani, rossi o neri che fossero, e lui rientrava nei secondo. Oggi, decenni dopo da quei fatti, c’è chi grida allo scandalo perché nonostante le pesanti condanne, tra benefici e sconti di pena, è tra quelli che non è in galera.
Da impiegato al Comune di Empoli è entrato nelle cronache giudiziarie degli anni di piombo per aver ucciso due poliziotti durante una perquisizione, ferendone un terzo. Dopo una latitanza durata mesi, fu arrestato. Ma anche in carcere continuò a delinquere e nel 1981 partecipò all’uccisione di un altro neofascista, accusato di aver parlato troppo.
ll caso per il quale viene ricordato di più avvenne il 25 agosto 1987 nel carcere toscano di Porto Azzurro perché si mise a capo della rivolta. Era già stato condannato all’ergastolo e con altri cinque detenuti segnati dal destino comune, organizzò l’insurrezione: in sei sequestrarono venticinque persone, chiedendo in cambio della liberazione degli ostaggi, la loro di libertà. Tutto si concluse senza vittime con i rivoltosi che deposero le armi.
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Come detto, la sua storia assomiglia a quelle di tante altre perché partecipa ai dibatti, come un qualsiasi uomo democratico. Nel 2004 gli venne concessa la semilibertà lavorando in una comunità per tossicodipendenti per poi rientare la sera in carcere.
Il vero clamore arriva questa estate quando in una delle licenze di cui usufruisce da tempo, presenzia a un campo dei giovani neofascisti appartenenti al Blocco Studentesco, organizzazione vicinissima a CasaPound. Le reazione, come spesso in questi casi, sono indignate. Un po’ com’è successo con Giovanni Brusca.
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Sono casi, però, che vanno analizzati non con leggerezza perché sono previsti dalla legge. Certamente non è facile per i familiari delle vittime accettare di vedere un uomo, anche se non totalmente libero, fare certe cose, nonostante le condanne ricevute in passato.
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