Piero Cotto, chi è e che fine aveva fatto il cantautore astigiano

Cosa c’è da sapere su Piero Cotto, chi è e che fine aveva fatto il cantautore astigiano: il successo e la moglie Beatrice Dalì.

Classe 1944, nato ad Asti, Piero Cotto è stato un influente cantautore che ha iniziato la sua carriera giovanissimo. Infatti, già negli anni Sessanta andò a cercare fortuna negli USA, come chitarrista nei Majority One. Il suo nome d’arte era Peter Cook, evidente riferimento al nome di battesimo.

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Saranno gli anni Settanta che lo faranno conoscere in Italia: importa nel nostro Paese le sonorità apprese negli Usa e fonda i Piero e i Cottonfields, band di sei elementi che è la sorpresa della manifestazione canora Un disco per l’estate, nell’edizione del 1972. La band si presenta in concorso con il singolo Due delfini bianchi.

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Hanno un grande successo, sebbene duri davvero poco: nello stesso anno esce l’unico disco del gruppo, che si chiama Il viaggio, la donna, un’altra vita. L’anno dopo è ancora Un disco per l’estate con Oh Nanà e infine nel 1974 alla stessa kermesse canora presentano il singolo Gardenia blu. Il gruppo successivamente si scioglie.

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Ecco che fine ha fatto il cantautore e musicista Piero Cotto

Piero Cotto intraprende la carriera da solista e nel 1975, con la canzone Il telegramma di Pino Donaggio e Vito Pallavicini, partecipa addirittura al Festival di Sanremo. Tre anni dopo esce Eleven, disco interamente in inglese: Piero Cotto ottiene un certo successo anche a livello internazionale, tant’è che nel 1990 vince il Festival di Viña del Mar, nella categoria internazionale, con la canzone Non devi abbandonarmi mai.

Nel 1981 entra come cantante nel gruppo jazz-rock torinese Gialma 3, nello stesso anno conosce Beatrice Dalì. Il sodalizio artistico si fa storia d’amore e i due convoleranno a nozze nel 1992, mentre nel 1997 nasce il loro unico figlio Samuele. Piero Cotto prosegue nella sua carriera artistica e nel 1982 incide il 45 giri Figlio di un cane, colonna sonora del programma La valigia blu con Walter Chiari.

Prosegue nel realizzare sigle di programmi televisivi, anche con la futura moglie Beatrice Dalì e ottiene ancora importanti collaborazioni internazionali. Ad esempio, il mitico Astor Piazzolla produce il suo disco Balada para un loco, uscito nel 1986, e a fine anni Ottanta viene premiato come migliore cantante jazz italiano a Los Angeles da Burt Bacharach e Ben Weisman. Nei primi anni Novanta, collabora con Morris Albert ed è il creatore della “Cotto’s Club Orchestra”.