Amici, accuse di plagio per la De Filippi: storica sentenza della Cassazione

La trasmissione Amici assolta dalle accuse di plagio, vittoria per Maria De Filippi: storica sentenza della Cassazione.

Amici di Maria De Filippi non ha plagiato altri format simili o meglio non basta scrivere un format per poi vedere tutelato il proprio diritto d’autore. Così, la trasmissione che nella sua prima edizione venne chiamata Saranno Famosi si prende una piccola rivincita.

(screenshot video)

Andiamo con ordine e ripercorriamo un po’ di storia: il talent show ideato e condotto da Maria De Filippi, alla sua prima edizione, come i più affezionati fan ricorderanno, si chiamava Saranno Famosi. A metà della seconda edizione, esplose il caso riguardante i diritti d’autore. Il titolo infatti era identico a quello di una serie televisiva.

Leggi anche –> LDA ed Elena Manuele: Amici, nasce una nuova coppia

La popolare serie televisiva Fame, a cui inequivocabilmente il programma si ispira, in italiano si chiamava infatti Saranno Famosi. Così, gli autori della trasmissione condotta da Maria De Filippi e in primis la stessa presentatrice dovettero correre ai ripari con urgenza: nacque così nel 2003 Amici di Maria De Filippi, per tutti semplicemente Amici.

Leggi anche –> Amici 21, Sissi torna single: “Le piace quello”, social scatenati

Accuse di plagio, sentenza storica per Amici di Maria De Filippi

Uomini e Donne, Amici, Maria De Filippi

Da allora, il programma ha fatto molta strada, ma è stato anche insidiato da una nuova accusa, questa volta di plagio: accusa che viene mossa dagli autori del format relativo ad una striscia quotidiana dal titolo “Scuola di spettacolo”, creato nel 2001. Format che era stato messo a punto per la prima volta nel 1995, poi c’erano state alcune puntate pilota. Un contenzioso tutto interno a Mediaset, dunque, a cui la Cassazione mette la parola fine.

La sentenza 37353, che parte da una nozione di format delineata dalla Siae, allo scopo proprio di evitare il monopolio di idee, dà ragione a Maria De Filippi e respinge il ricorso che chiedeva un risarcimento danni fissato in mezzo milione di euro. Questo perché il format per essere tutelato deve passare ai dettagli. E tra questi dettagli, ci sono oltre al canovaccio, anche “apparato scenico e personaggi fissi”. Dopo la bocciatura, quattro anni fa, da parte del Tribunale di Roma e la conferma in Appello, anche gli ermellini hanno chiarito che Amici non ha plagiato nulla.

(screenshot video)

In sostanza, l’idea in sé non conta nulla, mentre conta quella che viene definita come la forma della sua espressione. In sostanza, chi mette a punto un format deve poi realizzare una serie di elementi che conducano a “una struttura esplicativa ripetibile del programma”. Peraltro, i giudici configurano il format del 2001 come un reality show e non come un talent.