Morte di Francesca Romana D’Elia: gli ultimi sviluppi delle indagini

Non si fermano le indagini per ricostruire la tragica morte di Francesca Romana D’Elia, la modella precipitata dalla tromba di un ascensore mentre era impegnata sul set fotografico.

Omicidio colposo, al momento contro ignoti. È questa la natura del fascicolo aperto nelle ultime ore dalla Procura di Roma nell’ambito delle indagini relative alla morte della modella 19enne Francesca Romana D’Elia. Secondo quanto si apprende sarebbe un atto dovuto, nonostante le prime ricostruzioni abbiano fatto propendere per un tragico incidente.

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(Facebook)

La giovane ha perso la vita a Roma la mattina del 2 dicembre: mentre era sul terrazzo di un condominio di viale dei Quattro Venti per un set fotografico, è precipitata nella tromba dell’ascensore morendo sul colpo dopo un volo di diversi metri. A confermare che si trovava lì per posare è stata la madre della vittima, che ha spiegato di averla accompagnata sul posto.

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Morte di Francesca Romana D’Elia, i dettagli delle indagini

Gli inquirenti hanno sequestrato il computer e il cellulare del fotografo, Matteo G., di 28 anni, unico testimone della tragedia. Lui e la modella si conoscevano già, avendo lavorato insieme in un precedente set. Secondo il suo racconto, durante la sessione fatale sarebbe improvvisamente scoppiato un temporale che avrebbe spinto i due a cercare riparo.

Nella fuga sotto la pioggia la 19enne sarebbe finita sopra il lucernario del palazzo, che avrebbe ceduto sotto il suo peso. Ad oggi la versione del fotografo, che al momento non risulta indagato, non è mai stata messa in dubbio. Tuttavia per arrivare a determinate certezze si attendono gli esami del materiale sequestrato.

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Nel frattempo proseguono anche gli accertamenti sulla terrazza condominiale teatro della tragedia, con il fine di verificare se eventuali interventi di manutenzione possano nascondere possibili irregolarità. Per ora il quadro investigativo farebbe comunque propendere per un tragico incidente, rispetto al quale non ci sarebbero responsabili.

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