Alexa di Amazon e il dramma di una bimba di 10 anni

Alexa, l’assistente personale dotato di AI di Amazon, comincia a perdere colpi. Ieri un’allarmata genitrice ha infatti denunciato il dispositivo. Alexa avrebbe proposto una strana “sfida” a una bambina: toccare con un centesimo una presa della corrente scoperta.

Non è la prima volta che l’assistente vocale di Amazon si permette consigli pericolosi agli utenti. L’ultimo svarione del dispositivo è diventato virale sui social, tanto che anche Amazon ha dovuto ammettere il problema. Kristin Livdahl, così si chiama la madre della bimba, ha denunciato Alexa e la sua superficialità.

La strana sfida di Alexa

Alexa è l’assistente virtuale sviluppato da Amazon nel 2014…

Secondo la donna la risposta di Alexa avrebbe potuto mettere a rischio la vita della piccola. Che cosa è successo? L’assistente virtuale avrebbe consigliato a sua figlia di dieci anni di toccare con un centesimo una presa di corrente esposta, così come di moda su TikTok (la penny challenge).

“Mia figlia di dieci anni ha appena chiesto ad Alexa sul nostro Echo di proporle una sfida, e questo è quello che ha detto”, ha twittato la Livdahl domenica. La madre ha poi condiviso uno screenshot della risposta di Alexa. Ed ecco qui la reazione del dispositivo: “Ecco qualcosa che ho trovato sul web. Secondo ourcommunitynow.com: la sfida è semplice: collegare un caricatore del telefono a circa metà strada in una presa a muro, quindi toccare un centesimo sui poli esposti“.

La risposta di Amazon

Pare che Amazon abbia già risolto il problema. Se provate a chiedere una sfida qualsiasi ad Alexa, ora l’assistente se ne starà zitta. Purtroppo tutti gli assistenti basati sull’AI rispondono agli interrogativi degli utenti basandosi sulle pagine web più cliccate. E così anche Alexa è inciampata su una pericolosa challenge di TikTok, che ha già fatto molto discutere nei mesi scorsi. Gli stessi problemi sussistono anche per Google.

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La piccola figlia di Kristin è una delle tante vittime possibili dell’assistente vocale. L’algoritmo del dispositivo si fida troppo dei motori di ricerca e non sembra avere giusto spirito critico.