Michele Bravi torna a Sanremo: “Cosa dico ai no vax”

Michele Bravi parteciperà con Inverno dei fiori. Dopo aver vinto X-Factor e una fase negativa a causa di un incidente, torna sul grande palco

Michele Bravi è rinato. Artisticamente non è mai scomparso ma la sua carriera ha subito un battuta d’arresto a causa di un evento personale. Nel novembre 2018 è tra i protagonisti di un incidente d’auto dove perse la vita una donna a bordo della propria moto.

Michele Bravi
Michele Bravi (foto Facebook)

Il cantante si è messo tutto alle spalle e da quell’episodio è riuscito a scrivere un album, La geografia del buio. Tra un mese circa sarà sul palco dell’Ariston di Sanremo e ha parlato con Repubblica in un’intervista. Inverno dei fiori è il titolo del brano che presenterà a Sanremo, Festival che definisce l’unico vero palco che in Italia riesce a dare spazio e dignità.

Alla domanda su come vive questo difficile periodo per tutti con una pandemia in corso, non ha esitazioni e risponde “male”, e manda un messaggio anche a chi non vuole vaccinarsi.

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Michele Bravi ai no vax: “I sacrifici si fanno per tutti”

Spiega che entrambi i genitori sono medici e che quindi è formato all’idea e ai concetti di prevenzione e salute, fanno parte del suo essere. Dice di non conoscere no vax ma che se avesse modo spiegherebbe che i sacrifici si fanno anche per gli altri. Fa l’esempio che la sua idea di vaccino e protezione è anche per gli altri, per le 30-40 persone che stanno con lui.

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Poi c’è una riflessiona su come molti reagiscono alla situazione Covid nata da un’ossevazione fatta dalla sorella più piccola di dodici anni. L’adolescente prende come esempio Harry Potter. Nel famoso romanzo fantasy le persone non capiscono il cattivo Voldemort al momento del suo arrivo ma perché non volevano capirlo. E così la paura diventa negazione.

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In vista di Sanremo, è pronto ad affrontarlo con lo spirito di chi vuol fregarsi dei giudizi altrui, anche (e forse soprattutto) da quelli che arrivano dai social. Questa convinzione, dice a fine intervista, l’ha praticata sul serio ed è stato un anno senza smartphone tanto che per mettersi in contatto con lui, dovevano andare a cercarlo a casa.