Lucy Salani, chi è: la sua storia diventata un film, cosa sapere

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Una vita movimentata quella di Lucy Salani, chi è la transessuale finita nei lager: la sua storia diventata un film, cosa sapere.

Una storia che ha commosso tutti e che ora è diventata un film documentario quella di Lucy Salani, arrivata alla soglia del secolo di vita, una vita vissuta anche ai margini della società. Nata nel 1924 a Fossano da una famiglia antifascista, di origine emiliana, è sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti.

“Mi sono sempre sentita femmina fin da piccola” – ha raccontato Lucy Salani, nata uomo e che è di fatto una transessuale che in quei lager ha rischiato più di altri – “Mia madre era disperata. Volevo sempre fare ciò che a quell’età facevano le bambine: cucinare, pulire e giocare con le bambole”.

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La storia di Lucy Salani in quegli anni fu davvero difficile: padre e fratelli non accettarono il suo sentirsi femmina, mentre negli anni Trenta il fatto che i suoi abbiano deciso di trasferirsi vicino Bologna cambiò la sua vita. Riuscì infatti a entrare clandestinamente in contatto con altri gruppi di omosessuali nel capoluogo felsineo.

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Dai lager nazisti alla discriminazione sessuale: la storia di Lucy Salani

A 19 anni, in pieno regime fascista, viene chiamato per il servizio militare: un periodo davvero durissimo della sua vita, per ragioni ovvie. “È stata dura. Io ho detto quello che ero, ma non ci hanno creduto”, ha evidenziato nel suo racconto la transessuale. Dopo l’8 settembre, Lucy Salani torna a casa, i suoi genitori erano sfollati a Mirandola per via dei bombardamenti. Successivamente, va dallo zio in campagna.

Qui è vittima dei rastrellamenti e deve scegliere se andare coi tedeschi o coi fascisti, sceglie i primi. Prova la fuga, cade nell’acqua gelida e si prende una bronchite. A tutti gli effetti diventa un disertore. Sceglie di prostituirsi e mentre è con un soldato tedesco scatta l’arresto. Tenta la nuova fuga e scatta il nuovo arresto. La situazione si fa grave: “Mi hanno processato e mi hanno condannato a morte. Mi portarono alle carceri di Modena. Ho chiesto la grazia a Kesserling che me l’ha concessa, però mi portarono in Germania”.

Lucy Salani finisce al campo di concentramento di Dachau: diventa un numero come tanti, ci resta per sei mesi e sopravvive solo perché considerato disertore e non omosessuale. Dopo l’esperienza del campo di concentramento, torna a casa. Nel 1982 a Londra, diventa una delle prime italiane a sottoporsi a un intervento chirurgico. Diventa donna, ma non per i documenti di identità. La discriminazione contro di lei non ha fine: nel 2018 l’ultimo episodio, una casa di riposo la rifiuta.