Spinaci freschi | Allarme contaminazione: controlla subito questi lotti di prodotto

Attenzione ai seguenti lotti di spinaci freschi: è stata diramato l’allarme circa una potenziale contaminazione da mandragora.

contaminazione spinaci ck12.it 20221017
contaminazione spinaci (fonte pexels)

Gli spinaci sono una delle verdure più salutari, ricchi di vitamine, carotenoidi, antiossidanti, ferro, calcio e potassio. Questi preziosi vegetali rappresentano un toccasana per l’organismo. Basti pensare che hanno un ruolo attivo nella prevenzione del cancro. La loro assunzione riduce inoltre lo stress ossidativo e contribuisce a ridurre la pressione sanguigna, preservando anche la normale funzionalità dell’apparato oculare.

Niente di meglio che consumare spinaci in quantità industriale, dunque, ma prestando attenzione ai lotti di provenienza. Una recente allerta alimentare consiglia di verificare gli acquisti più recenti, specie se effettuati presso la catena di supermercati “Il Gigante”. Alcune persone, specie nella provincia di Napoli, hanno lamentato infatti una sgradevole intossicazione a causa della contaminazione con mandragora tossica.

Spinaci freschi: ecco quali lotti sono a rischio contaminazione

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contaminazione spinaci (fonte pexels)

La catena di supermercati “Il Gigante” ha inizialmente diramato un vago avviso di “contaminazione regionale“, salvo poi correggere il tiro con la dicitura “sospetta contaminazione da mandragora“. L’alert si riferisce ad un noto marchio di prodotti agroalimentari, la “Spinerb” di Colleoni Andrea & C. Snc di Gorlago.

Come ufficializzato anche dal Ministero della Salute, gli spinaci freschi appartenenti al lotto 273, e confezionati nel formato di 500 grammi, sarebbero potenzialmente contaminati con la suddetta pianta. La data di scadenza del lotto fa riferimento al 07.10.2022. Tuttavia il Ministero della Salute ha ritenuto doveroso effettuare un’ulteriore precisazione. Nel caso gli spinaci freschi fossero stati opportunamente congelati per garantire una corretta conservazione, occorre riconsegnarli comunque al punto vendita.

La mandragora, in effetti, è una pianta ampiamente sin dall’antichità famosa per il suo potenziale tossico. Le sue foglie si confondono spesso con altre specie vegetali commestibili. L’avvelenamento da mandragora produce nell’organismo sintomi inequivocabili, quali tachicardia, costipazione, secchezza delle fauci, vertigini, mal di testa e difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, può anche condurre al coma: per questa ragione, in caso di dubbio è consigliabile ricorrere immediatamente all’intervento di un medico.

Se prontamente trattato, infatti, l’avvelenamento da mandragora può essere facilmente controllato, senza lasciare danni permanenti all’organismo. Nei casi più estremi trattati tardivamente, oltre alla somministrazione dell’antidoto, potrebbe rendersi necessaria persino la procedura invasiva della lavanda gastrica. Attenzione dunque e controllate i prodotti acquistati al supermercato!