SOS meteorismo | Sintomi nascosti: potresti soffrire di questa intolleranza

Se soffri spesso di meteorismo potresti aver sviluppato una severa intolleranza alimentare: scopriamo di che si tratta.

Talvolta il nostro corpo ci manda dei segnali ben precisi, e questi alert non vanno ignorati.

meteorismo ck12.it
meteorismo (fonte pexels)

Anche un sintomo apparentemente poco preoccupante come il meteorismo (la sensazione di aria nella pancia, accompagnata da frequenti flatulenze) può indicare un’intolleranza alimentare.

Nella fattispecie, analizziamo l’intolleranza al lievito e ai lievitati. Questa condizione si manifesta spesso in presenza di disturbi gastrointestinali, ed è necessario apportare modifiche strutturali alla nostra dieta.

Meteorismo e intolleranza al lievito: cause e sintomi

L’intolleranza al lievito molto spesso è originata da uno squilibrio nella flora batterica dell’intestino. Il microbiota intestinale, infatti, espleta tutte le funzioni metaboliche nel tratto intestinale dell’ospite.

meteorismo e intolleranza al lievito ck12.it
meteorismo e intolleranza al lievito (fonte pexels)

Sebbene riconducibili anche ad altri tipi di intolleranze alimentari, i sintomi più comuni si manifestano specificatamente con meteorismo, flatulenze, gonfiore addominale e irregolarità intestinali, siano esse stipsi oppure diarrea. L’intolleranza ai lieviti, inoltre, provoca anche problemi di natura psichica, quali disturbi del sonno, stanchezza, nervosismo, cefalea, nausea e alterazioni dell’umore. Un intestino in forma, come ben sappiamo, può migliorare notevolmente il tono delle nostre giornate!

Gli alimenti che contengono lievito sono principalmente prodotti da forno, come pizza, grissini, biscotti, dolci, salatini, snack, pane e focacce. Anche i latticini come formaggio a pasta edibile e yogurt contengono lieviti, così come alcune bevande alcoliche, ad esempio birra, vino e tutti i drink fermentati. Attenzione anche ai cibi apparentemente insospettabili. Possono contenere lievito anche le salse da condimento, l’aceto, la margarina, i dadi per il brodo, le verdure in scatola, bibite gassate e persino alcune spezie.

Per verificare la presenza di questa patologia, possiamo eseguire un test di valutazione della composizione microbica intestinale. Un professionista del settore potrà infatti analizzare i risultati dell’esame, aiutandoci poi a stilare un piano nutrizionale adeguato alle nostre esigenze.

I cibi in pole position

In linea di massima, tra gli alimenti consentiti possiamo trovare: frutta fresca, uova, pesce, verdure, tè, caffè, tisane, pane azzimo, pasta riso e cereali (specie se integrali) e tutti i tipi di carne. Inoltre, esistono in commercio parecchi alimenti privi di lieviti, e studiati appositamente per scongiurare il rischio di intolleranze. Una breve ricerca sul web ci fornirà la lista completa.

È importante ricordare, infine, che prima di procedere ad esami mirati è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di base. Egli potrà infatti valutare il nostro quadro clinico, decidendo se escludere o meno altre possibili condizioni patologiche o allergie.