Preferenza, Calderoli: “Maschi infedeli, si accoppiano di più” – VIDEO

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Calderoli e la doppia preferenza di genere

Calderoli preferenze
Screenshot Youtube

Nella giornata di oggi è in corso, al Senato della Repubblica, la discussione sulla questione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale della Regione Puglia, mattatore del dibattito, il vice Presidente dell’Aula, l’esponente della Lega Roberto Calderoli. Vediamo perché. In primis è opportuno spiegare la questione. La doppia preferenza di genere è quel particolare assunto di legge per cui, in caso di voto specifico ad un singolo candidato, se ne deve aggiungere anche un’altra o un altro, di sesso opposto.

La discussione al Senato

La questione riguarda, come detto, la legge elettorale della Regione Puglia, dove si vota il 20 e il 21 settembre. La legge in vigore è stata impugnata nelle scorse settimane del Governo, inviando una specifica diffida per l’attuazione completa. Ma, vista la lentezza nell’accoglimento della proposta, è stata inserita, in uno specifico decreto legge, quello del 31 luglio, che ora va convertito in legge. Contrario al provvedimento, “ci sono ben altre emergenze”, l’esponente della Lega Calderoli che durante il dibattito spiega le sua motivazioni in maniera particolare. “La doppia preferenza di genere danneggia il sesso femminile perché, normalmente, il maschio è più infedele del sesso femminile”. Questa la tesi sostenuta con nettezza da Roberto Calderoli. “Il maschio solitamente si accoppia con quattro o cinque rappresentanti del gentil sessorincara l’esponente della Legacosa che la donna solitamente non fa”.

Il nocciolo della questione

Alla singolare spiegazione, che suscita proteste e qualche battuta da caserma nell’emiciclo, Calderoli aggiunge poi il ragionamento più squisitamente politico: “Le donne bisogna metterle in lista, candidarle come abbiamo fatto noi in Toscana. Eleggerle, come abbiamo fatto noi in Umbria”. “Così comein passato rincara il vice presidente del Senatoabbiamo eletto un presidente della Camera (Irene Pivetti nel 1994) e un presidente del Senato (Maria Elisabetta Alberti Casellati attualmente in carica)”.

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