Premio Nobel per la Chimica 2020 assegnato a Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna

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Il Premio Nobel per la Chimica 2020 è stato assegnato questa mattina a due scienziate, Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna. A loro si deve lo sviluppo di un metodo di editing del genoma.

(Foto The Nobel Prize Twitter)

La francese Emmanuelle Charpentier e la statunitense Jennifer Doudna sono state insignite del Premio Nobel per la Chimica 2020. I nomi delle due vincitrici sono stati svelati solo nella mattinata di oggi, mercoledì 07 ottobre, intorno alle 11.45 nel corso di una conferenza stampa. La motivazione, si legge nel comunicato, è “lo sviluppo di un metodo di editing del genoma”.

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Nobel Chimica 2020: chi sono le due scienziate vincitrici

Il prestigioso Premio Nobel per la Chimica quest’anno è andato a due scienziate: Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna. I nomi delle due studiose vanno ad ampliare, così, la lista – fin troppo corta – delle donne insignite del Premio e si aggiungono a quelli di Marie Curie (che aveva ottenuto il riconoscimento nel 1911), Irene Joliot-Curie (1935), Dorothy Crowfoot Hodgkin (1964) e Ada E. Yonath (2009). La motivazione, si legge nel comunicato ufficiale, è “lo sviluppo di un metodo di editing del genoma”.

Emmanuelle Charpentier, classe 1968, è una biochimica, genetista e microbiologa francese, attualmente direttrice dell’unità per la Scienza dei Patogeni dell’istituto Max Planck di Berlino, dopo un passato prospero come ricercatrice e docente delle più prestigiose università europee. La seconda studiosa, Jennifer Doudna, classe 1964, nata a Washington e cresciuta in un piccolo villaggio alle Hawaii, è una chimica statunitense. Attualmente è una docente di Chimica Molecolare presso il Dipartimento di Chimica e Ingegneria Chimica dell’Università della California a Berkeley.

“Spero che questa notizia mandi un messaggio positivo alle ragazze che vogliono intraprendere il cammino della scienza e dimostri che anche le donne, con la loro ricerca, possono avere un grande impatto” ha commentato Charpentier. “Non avrei mai immaginato che questo potesse accadere a me” ha replicato invece Doudna, molto emozionata.

Lo studio del CRISPR/Cas9

“Insieme – si legge ancora nel comunicato dell’Accademia svedese – le due scienziate hanno scoperto uno degli strumenti più affilati della tecnologia genetica: le forbici genetiche CRISPR/Cas9. Utilizzandole, i ricercatori possono cambiare il Dna di animali, piante e microrganismi con estrema precisione. Questa tecnologia ha avuto un impatto rivoluzionario sulle scienze della vita, sta contribuendo alla scoperta nuove terapie contro il cancro e può realizzare il sogno di curare le malattie ereditarie”.

Crispr è un nome complicato, acronimo dell’inglese “Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats”. Negli anni si è guadagnato soprannomi più familiari come il “copia e incolla” o il “taglia e cuci” del Dna. E’ un metodo per riscrivere le basi del patrimonio genetico, arrivato nei laboratori da circa un decennio. Anche se non è stato ancora (o quasi) testato direttamente sull’uomo, negli ultimi anni il metodo si è rivelato uno strumento di lavoro utile per creare modelli animali di malattie che colpiscono l’uomo, per mettere a punto piante resistenti a funghi e batteri o per creare alghe che producono biocarburante.

L’arrivo del Crispr, tuttavia, ha acceso molti dubbi e polemiche, soprattutto di natura etica, come quando in un laboratorio cinese sono nate due bambine con il genoma modificato con Crispr. Tuttavia, questo sistema ha permesso negli ultimi anni di sviluppare nuove terapie contro i tumori e potrebbe rendere possibile anche la cura di diverse malattie ereditarie.

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