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Politica

La lettera dei ricercatori ignorata dal Governo: “No a lockdown, in 20 giorni l’epidemia sarebbe sparita”

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Martina Di Cesare

A marzo un gruppo di ricercatori aveva inviato una lettera a Conte e Speranza che avrebbe potuto contrastare fin da subito l’epidemia in corso. 

Alla soglia di un secondo lockdown generalizzato in Italia, spunta un documento tenuto segreto sinora: a marzo, proprio agli inizi dell’epidemia, un gruppo di ricercatori aveva inviato una lettera congiunta al Governo che mostrava come contrastare fin da subito e in tempi brevi il contagio. Dalla lettera si capisce fin da subito che un’alternativa al lockdown era possibile, ma il documento in questione, pubblicato per la prima volta sul sito www.lettera150.it, non è mai stato tenuto in considerazione.

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La lettera dei ricercatori ignorata dal Governo

La lettera, inviata il 29 marzo e indirizzata sia al Presidente del Consiglio Conte, sia al ministro della Salute Speranza, è stata redatta da un gruppo di ricercatori italiani del Cnr, dell’Ifn e di Ricmass. Il gruppo di lavoro aveva individuato una valida alternativa al lockdown nel contenimento della diffusione del virus: il “Case finding and mobile tracing” (CFMT).

Studiando quantitativamente l’evoluzione temporale dei casi di Coronavirus in diversi Paesi, i ricercatori avevano valutato che l’epidemia si sarebbe potuta fermare in Italia in soli 20 giorni attraverso test veloci, tecnologie di tracciamento dei contatti basate su cellulare e isolamento delle persone contagiose anche dalla loro famiglia.

“Bisogna seguire l’esperienza di Paesi democratici quali Corea, Giappone, Taiwan e Nuova Zelanda che hanno utilizzato test di massa, tracciabilità ed isolamento dei contagiati fuori dai contesti familiari”, ha detto Gianpietro Ravagnan, firmatario della lettera e professore ordinario di Microbiologia Università Ca’ Foscari di Venezia.

“I nuclei familiari sono il luogo per eccellenza della diffusione della patologia da Covid-19 – ha specificato ancora l’esperto -, le famiglie sono spesso impossibilitate sia a gestire il contagiato sia a evitare cluster familiari che diventano poi talvolta di condominio. Il fattore di riproduzione può essere invece abbattuto in tempi brevi ospitando i soggetti nei Covid hotel in condizioni di quarantena assistita, con costi ridotti rispetto a quelli di un eventuale ricovero ospedaliero”,

Giuseppe Valditara, coordinatore di Lettera 150, ha chiosato così il caso: “Ancora una volta il governo non ha ascoltato gli scienziati e alla fine, dopo aver perso mesi preziosi tra la prima e la seconda ondata, ha dovuto imboccare la strada arcaica del lockdown”. Secondo Valditara, quel documento e il sistema CFMT proposto sono la prova lampante che “altre soluzioni erano e sono possibili“.

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