Valentina Pitzalis, dalle accuse di omicidio all’assoluzione

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Valentina Pitzalis fu accusata di aver appiccato l’incendio che l’ha sfigurata e che uccise l’ex marito. Dopo 9 anni ecco la verità

Valentina Pitzalis
Valentina Pitzalis (Gety Images)

La vicenda giudiziaria che ha coinvolto Valentina Pitzalis è stata seguita per anni perché era diventata intricata e rischiava quasi di capovolgersi, facendo diventare la vittima colpevole. E il sospetto che così fosse c’è stato eccome, tanto che è stato necessario un procedimento della magistratura per stabile che Valentina Pitzalis fosse innocenza.

Non solo non aveva commesso nulla, ma aveva subito. La notte del 17 aprile 2011 a Carbonia, nella frazione Bacu Abis, una casa va a fuoco. Quando i Vigili del Fuoco arrivano sul posto trovano due corpi. Uno è di Manuel Piredda l’altro è di Valentina. L’uomo è morto, lei no. È viva ma resterà per sempre sfigurata.

Chi ha appiccato l’incendio? I due erano sposati e Manuel non accettava l’idea che non fossero più una coppia. Secondo la famiglia Piredda non era stato lui ad appiccare l’incendio nel quale è rimasto vittima e puntò il dito contro di lei.

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Incendio doloso e omicidio volontario furono le accuse per la donna all’epoca dei fatti ventisettenne. Ci sono voluti ben nove anni per arrivare alla richiesta di archiviazione e all’accoglimento di essa lo scorso 1 ottobre per le accuse a suo carico. Nove anni dove ci sono state anche intercettazioni telefoniche e ambientali per la donna.

Queste indagini furono avviate per scoprire se la lei parlando con la madre, il padre e la sorella, affermasse qualcosa di penalmente rilevante ai fini dell’inchiesta. Ma nulla emerse e ogni dubbio fu sciolto. Valentina vittima, Manuel carnefice e vittima nello stesso momento. Vittima della sua idea che non accettava la fine della storia.

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