Chi è Pier Paolo Lunelli e cosa prevedeva il suo piano anti Coronavirus

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Pier Paolo Lunelli, l’ex generale dell’esercito ha messo nero su bianco cosa l’Italia avrebbe dovuto fare e quali sono state le mancanze

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La scorsa estate vari giornali si erano dedicati a Pier Paolo Lunelli e al suo rapporto di 65 pagine che accusava le autorità italiane di gravi errori nella gestione dell’emergenza sanitaria che se fossero stati commessi avrebbero evitato all’Italia 10mila morti.

Ad agosto il Guardian aveva anticipato il contenuto del rapporto. Lunelli è stato comandante della Scuola per la difesa nucleare, batteriologica e chimica. Già in passato è stato autore di protocolli contro le pandemie per vari Paesi.

L’accusa principale di quelle pagine è il mancato aggiornamento del piano anti-pandemie risalente al 2016 ma probabilmente anche prima. Dicembre 2016 è la data dell’ultimo aggiornamento sul sito del Ministero della Salute ma la data di creazione del Pdf risale al 2006.

Pier Paolo Lunelli ha avuto tante esperienze all’estero con missioni militari e collaborazioni. Da circa dieci anni è in pensione e tornato in Trentino Alto Adige, la sua regione d’origine, si è dedicato a un nuovo percorso universitario, laureandosi in filosofia nel 2015.

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Pier Paolo Lunelli, quali sono le mancanze secondo il suo piano

In varie interviste ha raccontato che le famose immagini di Bergamo con i mezzi dei militari chiamati a portare via le vittime lo hanno portato ad approfondire la questione, chiedendosi se l’Italia poteva evitare tutti quei morto e così tra fine marzo e inizio aprile ha cominciato a studiare e a scrivere.

Tutti gli Stati europei sono vincolati a seguire e linee guida sulle epidemie dell’Oms e del Centro europeo per il controllo delle malattie e questo non sarebbe stato fatto dall’Italia, ignorando gli aggiornamenti pubblicati nel corso degli anni.

Alla fine della prima fase emergenziale a Bergamo era nato il comitato Noi denunceremo il cui fine era presentare un esposto alla Procura per le vittime di Covid. Tra le carte presentate dai denuncianti c’era anche quanto scritto dal generale Lunelli. Il mancato aggiornamento ha significato l’assenza di coordinazione tra lo Stato centrale, le autorità regionali e quelle locali.

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