Maria Cristina Maccà, la figlia di Fantozzi: “Ho paura di finire sotto un ponte”

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Maria Cristina Maccà racconta la difficile situazione economica in cui vive, dovuta anche al Covid.

La crisi economica dovuta alla pandemia Covid ha colpito molti settori, tra cui quello dello spettacolo. Con la chiusura dei teatri e dei cinema, sono molti gli artisti che si sono ritrovati senza lavoro e con poche prospettive. Tra questi anche Maria Cristina Maccà, l’attrice 53enne nota per aver interpretato i ruoli di Mariangela e Uga, rispettivamente figlia e nipote di Ugo Fantozzi, nel film del 1996 Fantozzi – Il ritorno.

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“Ho paura di finire sotto un ponte”

Intervistata dal Corriere della Sera, l’attrice ha raccontato la difficile situazione in cui versa, dovuta anche alla pandemia Covid-19 che ha sferrato “la mazzata finale a un mondo già fortemente in crisi”. Con un curriculum di tutto rispetto, ampliato in 24 anni di carriera tra cinema e teatro, la Maccà da mesi si ritrova senza lavoro.

Al grande pubblico è nota soprattutto per aver interpretato i ruoli di Mariangela e Uga, la figlia e la nipote di Fantozzi, nel penultimo film della saga Fantozzi – Il ritorno, ma l’attrice ha alle spalle anche collaborazioni con importanti registi, tra cui Mario Monicelli, Pupi Avati, Carlo Vanzina, Neri Parenti.

Al quotidiano, Maria Cristina ha dichiarato di non lavorare da novembre 2019: “Vado avanti con i provini da remoto. Prima mi dicono: ci mandi un self tape, un auto registrazione, e poi l’immancabile: ‘Le faremo sapere’. Ma ormai da un anno non si fa più vivo nessuno“. Una situazione di estrema precarietà che l’ha costretta anche ad abbandonare dopo 33 anni  la città che l’aveva accolta, Roma, per tornare a vivere da sua madre a Vicenza.

“Vado avanti con i risparmi che ho accumulato negli anni, ma quanto può durare? Ho paura di finire sotto un ponte” ha dichiarato preoccupata la Maccà. L’attrice percepisce anche il sussidio di 600 euro previsto dal Governo per i lavoratori dello spettacolo, una cifra che, tuttavia, non riesce a coprire tutte le spese e che la costringe ad usare i risparmi accumulati in una vita: “Con 600 euro per qualche mese non si può pensare di campare. E poi non voglio sussidi, ma solo tornare a fare l’attrice“.

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Con 37 produzioni tra televisione e cinema e più di 40 pièces teatrali, la Maccà – che è diplomata alla prestigiosa Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico – ha dichiarato di essere disposta a fare anche dei sacrifici e di ripartire da zero pur di lavorare: “Sono disposta a fare altro, a ripartire daccapo. Anche se non sono più giovanissima il coraggio e la grinta non mi mancano”.