Covid, Fondazione Gimbe: “Giù casi ma anche i tamponi. Si rischia”

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Covid, Fondazione Gimbe: “Tempesta perfetta per terza ondata”. Timori per l’influenza invernale e la saturazione degli ospedali

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Credits: Raimond Spekking

Siamo di fronte a una tempesta perfetta che rischia di innescare la terza ondata“, ha detto Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe che pone attenzione sui dati della pandemia in Italia nella settimana dal 2 all’8 dicembre. Si evince una forte riduzione dei nuovi casi, circa 120mila, ma c’è calano anche i casi testati, oltre 121mila.

Ciò che preoccupa di più alla Fondazione e a Cartabellotta è il colore giallo che tutte le regioni stanno per assumere alla vigilia delle festività natalizie. “Non è un liberi tutti”, ripete come da tempo stanno facendo le istituzioni, temendo che l’inserimento di tutte le regioni nella fascia emergenziale più bassa possa favorire gli assembramenti.

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Covid, Italia come paziente: “Quadro grave e instabile”

Cartabellotta paragona l’intero paese a un paziente che ha superato la fase più acuta e che ora ha un quadro clinico “grave e instabile” che vive i primissimi segni di miglioramento grazie alle terapie. La situazione, insomma, resta delicata e le ragioni sono tre come spiega Renata Gili, la responsabile Ricerca sui servizi sanitari della fondazione.

La prima è che “700mila persone sono ancora positive” ed è impossibile riprendere i tracciamenti con i contatti. Le altre due ragioni sono legati alla stagione influenzale che è un terreno fertile per tutti i virus respiratori e solo a metà gennaio circa si conoscerà l’impatto dell’influenza.

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Per questi motivi bisogna evitare che gli ospedali si intasino di nuovo anche se i dati diffusi dalla stessa Fondazione sono confortevoli ma resta stabile il rapporto tra positivi e casi testati. La curva del contagio quindi sta rallentando ma non scomparendo, certamente per merito delle misure restrittive la c’è anche la discesa dei casi testati.