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La morte di Charley Pride, prima stella nera del Country: ucciso dal Covid

Published by
Giovanni Cardarello

Il mondo della musica paga un nuovo pesante contributo alla pandemia da coronavirus Covid-19, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, è arrivata la morte di Charley Frank Pride la prima stella nera della musica Country

Un nuovo lutto investe il mondo della musica, è morto Charley Frank Pride il popolare autore e interprete di brani immortali come “Kiss an Angel Good Morning”,”Burgers and Fries” e dell’intramontabile “Mountain of Love”.

La vita e la morte di Charley Pride: ucciso dal Covid

Charley Frank Pride era nato a Sledge nel Mississippi il 18 marzo 1934. Era il figlio di un mezzadro, raccoglitore di cotone in una delle zona a più alto tasso di intolleranza di tutti gli Stati Uniti. Era il quinto di dieci tra fratelli e sorelle. Dopo aver terminato gli studi, con grande fatica economica per la famiglia, Charley si arruola nell’Esercito. Terminato il servizio militare si guadagna da vivere come operaio in una fonderia di zinco.

La carriera del grande cantante Country

Ma la musica, la sua grande passione, era già parte decisiva della sua Vita. Charley, infatti, di notte arrotondava il magro stipendio suonando musica Country nei nightclub del Mississippi.

Prima stella afroamericana nella Country Music Hall of Fame

A metà degli anni sessanta Pride si trasferì a Nashville, la patria della musica Country e da li spiccò il volo dopo aver firmato un contratto con la RCA Records. Charley Pride nella sua carriera ha pubblicato trenta album, venduto 25 milioni di dischi ed ha ottenuto importanti riconoscimenti. Tra i principali ricordiamo tre Grammy Award, il Top Male Vocalist and Entertainer of the Year della Country Music Association e soprattutto l’ingresso, nel 2000, nella Country Music Hall of Fame. E’ stato il primo afroamericano in assoluto ad essere insignito dell’importante riconoscimento.

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La morte per Covid di Charley Pride

La morte avvenuta quando negli Stati Uniti era ancora il 12 dicembre è arrivata presso il Parkland Memorial Hospital di Dallas dove Pride era ricoverato per una polmonite interstiziale dovuta al coronavirus Covid-19. Le complicazioni gli sono state fatali

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