Negava gli aiuti alimentari ai bisognosi: arrestata sindaca della Lega

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Michela Rosetta, sindaca della Lega di un comune piemontese, è stata arrestata: avrebbe gestito gli aiuti alimentari per l’emergenza Covid in base alle preferenze personali.

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(Facebook)

La sindaca leghista del comune di San Germano Vercellese, Michela Rosetta, è stata arrestata in seguito a un’indagine sugli aiuti di prima necessità acquistati con fondi statali per l’emergenza Covid da destinare ai più bisognosi. La prima cittadina, già nota nei mesi passati per alcune iniziative contro gli stranieri secondo lo slogan “prima gli italiani”, è finita ai domiciliari insieme all’ex assessore e consigliere comunale Giorgio Carando e altri due addetti comunali.

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Arrestata sindaca della Lega: l’inchiesta

A disporre l’arresto dell’esponente leghista Michela Rosetta e degli altri indagati è stato il Gip del tribunale di Vercelli. Le accuse, a vario titolo, sono di falsità materiale e falsità ideologica in atto pubblico commessa da pubblico ufficiale, peculato, abuso d’ufficio e distruzione di beni sottoposti a vincolo culturale.

Le indagini della procura vercellese erano partite dopo la denuncia di un dipendente comunale, secondo cui i pacchi alimentari acquistati dal comune di San Germano Vercellese per l’emergenza sociale generata dalla pandemia venivano gestiti in maniera controversa. Come emerso dagli accertamenti, effettuati anche grazie a intercettazioni e microspie, gli aiuti non venivano distribuiti in base alla reale necessità dei destinatari, portando all’esclusione di stranieri e anziani non autosufficienti.

A beneficiare in maniera illegale dei pacchi sarebbero invece state incredibilmente persone con reddito superiore ai 7mila euro, il limite fissato per poter avere accesso al sostegno di prima necessità. Il tribunale contesta inoltre alla sindaca anche l’aggravante della discriminazione razziale.

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Rosetta è infatti accusata di aver negato i pacchi alimentari a una donna musulmana che aveva richiesto la sostituzione di alcuni prodotti, che per motivi religiosi non potevano essere consumati da lei e dalla sua famiglia. Dalle intercettazioni ambientali sarebbe venuta fuori la volontà di fare “figli e figliastri” e di decidere personalmente a chi consegnare i pacchi definiti “da sfigati”.