Caso Martina Rossi, due ragazzi prima assolti tornano sotto processo

I due ragazzi precedentemente assolti, Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, tornano sotto processo: lo ha deciso la Cassazione

Google

Novità sul caso Martina Rossa, la ragazza ventenne morta in seguito alla caduta da un balcone di un hotel a Palma di Majorca nell’agosto 2011. Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi tornano sotto processo in appello bis. In primo grado i due ragazzi erano stati condannati a sei anni di carcere per tentata violenza sessuale e morte come conseguenza. A prendere questa decisione è stata la Cassazione che ha, di fatto, annullato le assoluzioni dei due ragazzi emanate dalla Corte di Apello di Firenze. Ora il caso dovrà essere riesaminato nuovamente.

Ti potrebbe interessare anche->LIDL, il colosso tedesco costretto a ritirare dal mercato il suo “Bimby”

Il padre di Martina: “Serve chiarezza”

Bruno Rossi, il padre di Martina, si espresso in questo modo: “Ce l’abbiamo fatta, era importantissimo questo annullamento per fare chiarezza. Vogliamo giustizia. Martina non me la ridarà nessuno, ma almeno vogliamo che si sappia la verità su quella notte. Ci hanno provato a in tutti i modi a camuffare la verità ma io non ho mollato.”

Sulla delusione dopo la sentenza d’appello: “Ero molto deluso dopo la sentenza d’appello. Quelle motivazioni hanno vanificato il lavoro della polizia, dei primi giudici. Pensare poi che quelle motivazioni le ha scritte una donna non riesco a mandarlo giù. Non ha pensato che poteva succedere anche a lei, alle sue figlie? Si mettono le scarpe rosse e poi quando hai la possibilità di punire chi fa del male a una donna, scegli in modo diverso. Ora vogliamo evitare la prescrizione, vogliamo la verità per Martina”.

Ti potrebbe interessare anche->Morta a 14 anni, la giovane mamma in carcere per omicidio

L’avocato della famiglia: “Abbiamo lottato e continueremo per stabilire la verità”

Stefano Savi, l’avvocato della famiglia Rossi, aggiunge: “Sono contento di questa decisione, il nostro lavoro ha portato i suoi frutti. Adesso si può arrivare fino in fondo e giungere alla verità. Faremo di tutto per evitare la prescrizione, vogliamo giustizia”.