Uno Bianca: aperto un nuovo fascicolo sul gruppo criminale. Quali sono le ultime novità e qual è la loro storia
È delle ultime ore che la notizia che sulla Uno bianca è stato aperto un nuovo fascicolo da parte della Procura di Bologna. Non ci sono iscritti nel registro degli indagati né ipotesi di reato, è solo un fascicolo conoscitivo sulla base di un’informativa dei carabinieri che hanno intercettato una telefonata già agli atti. È probabile che c’è bisogno di un ulteriore approfondimento.
All’apertura del nuovo fascicolo si è giunti anche grazie a un esposto del giornalista ex ed consigliere comunale di destra a Bologna Massimiliano Mazzanti.
L’intercettazione risale all’agosto 1992 e riguarda una telefonata tra Marino Bersani e un amico di famiglia. L’argomento era la figlia di Bersani, Simonetta, che accusò per la strage del Pilastro nel 4 gennaio 1991 (dove morirono tre carabinieri) i fratelli Peter e William Santagata (successivamente prosciolti e risarciti).
In questa telefonata Bersani parla con Enzo, ex carabiniere, dicendo che i “capi” hanno rassicurato la figlia di essere con lei, garantendole un “grande avvocato”.
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Quelli della Uno bianca era una banda criminale attiva tra il 1987 e il 1994 in Emilia Romagna. Compì 103 crimini in particolare rapine a mano armate. Per vie delle loro azioni delittuose morirono 24 persone e circa 200 restarono ferite.
Ciò che sconvolse l’Italia è che dei sei membri della banda, cinque erano poliziotti. La banda fu così soprannominata per via dell’auto che usava per i propri crimini, una Fiat Uno bianca, all’epoca molto diffusa e quindi difficile da individuare.
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Roberto e Fabio Salvi i fratelli e leader della banda. Il primo al momento dell’arresto (fine 1994, come per gli altri) era assistente capo presso la Questura di Bologna. Anche Fabio provò a entrare in polizia, senza riuscirci. C’è anche un terzo fratello, il più piccolo, Alberto, anch’egli poliziotto. Altri membri della banda erano Pietro Gugliotta, Marino Occhipinti e Luca Vallicelli.
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