The Mandalorian, Lucasfilm licenzia Gina Carano: il motivo

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Gina Carano è stata licenziata da Lucasfilm, casa produttrice della live action The Mandalorian: l’attrice non comparirà nelle prossime stagioni per alcuni post controversi sui social.

gina carano licenziata
Emma McIntyre/Getty Images

È ufficiale: Gina Carano non lavorerà più per Lucasfilm, la casa di produzione cinematografica statunitense fondata da George Lucas. L’attrice, nota al pubblico per aver interpretato il personaggio di Cara Dune nelle prime due stagioni di The Mandalorian, serie tv collegata all’universo di Star Wars, è stata licenziata per alcuni post controversi pubblicati sui social media. Un portavoce della Lucasfilm ha fatto sapere che non sarà presente nelle prossime stagioni e sarà assente anche dai futuri progetti del franchise.

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L’indignazione per i post di Gina Carano

L’attrice ha perso il ruolo in The Mandalorian per aver pubblicato alcune frasi definite da Lucasfilm “abominevoli e inaccettabili”. L’ultimo post sotto accusa è di natura antisemita. Gina Carano aveva pubblicato una serie di stories su Instagram, poi rimosse, dove associava le persecuzioni dei nazisti alla situazione sociale e politica attuale degli Stati Uniti.

“Gli ebrei sono stati picchiati per le strade non dai soldati nazisti, ma dai loro vicini – aveva scritto – Siccome la storia viene modificata, oggi non ci si rende conto che anche se i soldati nazisti avrebbero potuto facilmente radunare migliaia di ebrei, il governo ha fatto prima in modo che i propri vicini li odiassero. Dove sarebbe la differenza dall’odiare qualcuno per le sue opinioni politiche?”.

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Le frasi dell’attrice avevano scatenato l’indignazione di tutti i fan della serie televisiva, rilanciando sui social l’hashtag #FireGinaCarano. Tra l’altro non era la prima volta che si rendeva protagonista di frasi controverse e deprecabili. Negli ultimi mesi aveva scritto di essere contraria all’uso della mascherina, aveva dato credito all’ipotesi di frode elettorale di Donald Trump e aveva manifestato atteggiamenti razzisti.