AusOpen 2021: Osaka torna regina a Melbourne: highlights della partita

0
80

La giapponese batte Brady con il punteggio di 6-4 6-3 e conquista il suo quarto Slam

AusOpen 2021: highlights della partita

AusOpen 2021: highlights della partita

AusOpen 2021: highlights della partita – Svanito il sogno di conquistare il 24esimo Slam per Serena Williams, saranno Jennifer Brady e Naomi Osaka a giocarsi gli Australian Open 2021. Da una parte la giapponese Naomi Osaka, già campionessa di questo torneo nel 2019, battendo proprio la veterana in una finale che tutti ricordano per lo sfogo di Serena contro l’arbitro di sedia, affermando di essere discriminata e vittima di un complotto. Dall’altra la statunitense Jennifer Brady, alla sua prima esperienza come finalista di uno Slam, avendo giocato finora solamente quella del torneo di Lexington. In semifinale Osaka aveva battuto proprio la più giovane delle sorelle Williams per 6-3 6-4, mentre alla rivale erano serviti tre set per superare la ceca Karolina Muchova (6-4 3-6 6-4).

Primo set

Sin dai primi punti del game di partenza si vede quanto Osaka abbia lavorato sul servizio, un fondamentale che finora non era stato il suo punto di forza nel corso delle due settimane in Australia. Le mancanze si erano viste soprattutto durante la semifinale, ma negli scambi la tennista 23enne era riuscita comunque a cavarsela. Grazie a questo aspetto riesce velocemente a portare a casa il primo game. Altrettanto proverà a fare la sua avversaria ma, pur con scambi molto brevi, dovrà lottare di più per muovere il suo punteggio. La campionessa dell’edizione 2019 sembra meglio gestire gli scambi iniziali, facendo leva sui punti deboli di Brady. Dal punto di vista del meteo, per quanto sia sereno, tira molto vento, un elemento che può condizionare la traiettoria della pallina. A favore di vento la Brady, almeno nel secondo e terzo game, prima del secondo cambio campo. Secondo game ai vantaggi, ma Brady riesce a pareggiare. Con più facilità Osaka riuscirà a chiudere i propri game al servizio, conquistando presto anche il primo break del match. In meno di mezz’ora di gioco Osaka va così avanti sul 3-1, ma poco dopo perde lucidità al proprio servizio. In questo modo Brady riesce subito a recuperare il break di svantaggio, riportando il punteggio sul 3-2 per l’avversaria. Osaka ha mancato due chance di poter prendere vantaggio nel primo game, a causa soprattutto alla tenacia di Brady, che nei punti più combattuti riesce abilmente a mantenersi attaccata al punteggio, senza concedere troppo alla rivale. La partita è comunque incerta ed equilibrata, perché entrambe restano determinate nel fare punto e attaccare, anche se, un po’ per l’emozione, un po’ per distrazione, gli errori non forzati da entrambe le parti sono tanti. Al primo set la spunta Osaka con il punteggio di 6-4 dopo un brutto errore di Brady, che concede all’avversaria il break decisivo per la prima partita proprio all’ultimo.

Secondo set

Brady è chiamata subito a reagire, perché con l’emotività mostrata finora rischia di non riuscire a portare la partita al terzo set. A differenza del primo set dovrebbe invece far correre più spesso Osaka, costringendola a cercare dei colpi più difficili, in modo da portarla con più frequenza ad eventuali errori. Di base un approccio meno remissivo allo scambio, per quanto non siano emerse grandi differenze tra le due finalista, con la Brady che ha avuto più volte l’opportunità di rimontare il vantaggio dell’avversaria. La campionessa 2019 conquista però passa subito avanti al primo game del secondo set, ribadendo la voglia di staccare l’avversaria con il break conquistato in quello successivo. Il servizio che non sta facendo particolarmente la differenza nel punteggio, rispetto a quanto si potesse pensare alla vigilia dell’incontro. Dal punti di vista tecnico fino a quel momento non una bellissima partita, con scambi non indimenticabili. Per l’inerzia della partita emerge però il passaggio a vuoto di Brady, che non sembra essersi ripresa dallo svantaggio di un set, ma accusandolo psicologicamente. A seguire, Osaka consolida il proprio vantaggio chiudendo il game con un ace e portandosi avanti nel punteggio con un netto 3-0. Per Brady ora o mai più, per poter salvare partita e sperare ancora nella conquista del suo primo titolo Slam. Più andrà avanti la partita senza cambiare nulla, più c’è il rischio che la rimonta sia impossibile da realizzare, con Osaka che sta acquistando fiducia punto dopo punto, riuscendo a giocare in modo anche molto più sciolto e rilassato, a dispetto delle emozioni. Con un altro dritto a rete, Brady perde anche un altro break, andando in svantaggio di quattro game a zero e rendendo sempre più facile la missione dell’avversaria. Di fatto la partita psicologica della Brady è finita con il grave errore del primo set che ha permesso a Osaka di conquistare la prima partita. L’americana ha creduto di dover fare molto di più, rispetto a quanto di buono avesse comunque fatto nel primo atto della finale. Mentalmente invece Brady è completamente crollata, lasciano alla giapponese il pieno controllo del match. Ora Osaka riesce a tirare anche qualche colpo più elaborato e difficile, trovando delle traiettorie preziose che le permettono di affossare ancora di più la rivale. Alzando il livello di gioco ha così iniziato a marcare le differenze, anche dal punto di vista tecnico, rendendo di fatto una passerella la conquista del suo secondo Australian Open in carriera. Il secondo e decisivo set va infatti a concludersi con il punteggio di 6-3, per quanto Osaka avesse ingenuamente mancato la palla del 5-0 per eccessiva prudenza, lasciando all’avversaria tre game nella seconda partita. Il suo tennis migliore lo ha però trovato solo nel finale, quando ormai era decisamente più in fiducia dell’avversaria e con la partita a suo favore. Senza conquistare altri break, Osaka è riuscita così a vincere il secondo set difendendo i suoi game al servizio.

Ancora lei

Osaka riesce così a conquistare un altro Slam, il suo quarto in carriera, dopo gli Australian Open del 2019 e gli Us Open del 2018 e del 2020. Con i titoli vinti si conferma così sempre più regina del cemento, ma ha molto demeritato Brady che, nonostante il vento che le ha reso più difficile il servizio, ha decisamente concesso troppo nel secondo set, per quanto nel primo avesse dimostrato di poter essere in partita. La giapponese dimostra così non solo il suo grande momento di forma, dopo aver comunque vinto in soli due set, ma anche la possibilità di continuare a fare la differenza nel circuito Wta. Ora i suoi obiettivi professionali saranno, probabilmente la vittoria dei Giochi olimpici in casa a Tokyo, che verranno comunque disputati sul cemento, e certamente la necessità di migliorare anche sulle altre superfici. La terra del Roland Garros e l’erba di Wimbledon sono le conquiste che le mancano, magari migliorando qualche fondamentale come il gioco a rete, per provare a dominare sempre di più il tennis femminile nei prossimi anni, considerata anche la scarsità di avversarie competitive ed altre dominatrici in un periodo di costante e prolungata anarchia per la classifica mondiale.

 

Potrebbe interessarti anche -> Alex Schwazer: le Olimpiadi di Tokyo come risarcimento per gli anni persi.

Segui gli aggiornamenti degli AusOpen su Twitter

Tabellino della gara
Osaka b. Brady 6-4 6-3

Highlights QUI