Nuovo Dpcm, i consigli del Cts a Draghi: “No alle riaperture”

0
242

Il presidente del Consiglio Mario Draghi si è riunito con i ministri e il Comitato tecnico scientifico (Cts) per discutere sulle misure da adottare con il nuovo Dpcm: in merito alle eventuali riaperture prevale la linea della prudenza.

nuovo dpcm, il cts dice no a draghi sulle eventuali riaperture
Sean Gallup/Getty Images

Nella serata di ieri, martedì 23 febbraio, Mario Draghi ha incontrato il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro e il presidente del Css Franco Locatelli insieme al ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini, al ministro della Salute Roberto Speranza e ai ministri rappresentanti dei partiti, Elena Bonetti, Giancarlo Giorgetti, Stefano Patuanelli e Dario Franceschini. Tema della riunione, la situazione epidemiologica attuale e i possibili provvedimenti restrittivi del Dpcm che andrà a sostituire quello in scadenza il 5 marzo.

Ti potrebbe interessare anche -> Divieto di spostamenti: cosa si può fare e cosa no fino al 27 marzo

Nuovo Dpcm: gli esperti del Cts invitano Draghi alla prudenza

Nel corso del vertice i rappresentanti del Comitato tecnico scientifico hanno ribadito al presidente del Consiglio e ai ministri l’assoluta necessità di mantenere la massima prudenza. Il pericolo delle varianti Covid che ormai si stanno diffondendo a grande velocità in tutto il Paese stanno preoccupando gli esperti, secondo i quali la mutazione inglese, ossia quella più temibile, diverrà entro poche settimane il ceppo prevalente del virus.

La richiesta del Cts al governo tuttavia non è quella di un lockdown nazionale, ma è di proseguire con le misure attuate finora attraverso il sistema a colori secondo il livello di rischio nei territori. La priorità è quella di ritardare ulteriormente le eventuali riaperture: per questo motivo gli esperti hanno invitato Draghi a prorogare la chiusura di cinema, teatri, musei, palestre, piscine, sale da gioco, e bar e ristoranti in zona arancione/rossa, poiché considerati potenziali focolai. Sulla base delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico, il nuovo Dpcm dovrebbe dunque mantenere la linea del massimo rigore.

Ti potrebbe interessare anche -> Covid, Miozzo (Cts): “La terapia più efficace? Lockdown per altri due mesi”