Jessica Carpenter, 20 anni dal suo omicidio: chi era la giovane

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Il ricordo di Jessica Carpenter, 20 anni dal suo omicidio: chi era la giovane, parla sua madre e racconta la vicenda.

(Instagram)

Sono passati vent’anni dal tragico omicidio di Jessica Lynne Carpenter, ma sua madre continua ad assicurarsi che la sua storia sia conosciuta e che la sua memoria sopravviva. Anche lo scorso agosto, proprio in occasione del ventennale, Judy Carpenter ha onorato l’anniversario della morte di sua figlia continuando la tradizione annuale di collocare un ricordo sul punto dove venne presumibilmente assassinata.

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“Volevo che la comunità la ricordasse in qualche modo”, ha detto la signora Carpenter. Quindi ha aggiunto: “È stato un evento che nessuno ad Aiken dimenticherà mai. Penso che lo cerchino ogni anno sul giornale. È un bel ricordo per Jessica”. Jessica era una diciassettenne amante del divertimento, ha detto ancora sua madre.

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Il caso della morte di Jessica Carpenter ancora vivo nella memoria collettiva

Era la più giovane di tre sorelle e frequentava la Aiken High School, dove era una studentessa in ascesa e suonava nella banda della scuola. Inoltre era hostess presso il locale Red Lobster, dove lavorava part-time per sbarcare il lunario. Nel tempo libero, a Jessica piaceva fare shopping, ascoltare musica e assistere a concerti. Aveva un profondo amore per la sua famiglia ed era spesso descritta come una personalità “frizzante”. Ha ricordato ancora sua mamma: “Non aveva davvero paura di nessuno. Amava tutti. Si fidava di tutti”.

Tuttavia, quella fiducia verrebbe spezzata e la vita di Jessica sarebbe tragicamente interrotta. La sera del 4 agosto 2000, Judy tornò a casa dal lavoro e scoprì che la figlia più giovane era stata assassinata nella loro abitazione di Crosland Park. L’emorragia interna e la mancanza di ossigeno hanno causato la morte, ha detto l’allora medico legale della contea di Aiken Sue Townsend, secondo gli archivi dell’Aiken Standard. Partirono le ricerche delle forze dell’ordine, per rintracciare il suo assassino e vi fu grande solidarietà da parte degli altri abitanti del posto. “Non tutte le comunità avrebbero reagito in questo modo”, ha detto a proposito degli sforzi di Aiken la mamma della ragazza uccisa.

Chi ha ucciso Jessica Carpenter: un’indagine difficile

La polizia continuerà a indagare sul caso di Jessica per oltre due anni, interrogando più di 300 persone e inviando quasi 100 campioni di DNA al laboratorio del DNA della Divisione delle forze dell’ordine statali. A un certo punto delle indagini, gli investigatori considerarono il serial killer Reinaldo Rivera, arrestato nell’ottobre 2000 per aver violentato e ucciso diverse donne nell’area di Aiken-Augusta, come un potenziale sospetto. La ragazza corrispondeva alla descrizione di una potenziale vittima del serial killer. L’uomo venne poi prosciolto da quelle accuse.

A poco più di due anni dalla morte di Jessica, la vera svolta del caso sarebbe quindi arrivata. Robert Franklin Atkins, un detenuto in una prigione della Georgia che stava scontando una condanna per furto con scasso di secondo grado, è stato identificato dalla polizia come l’assassino di Jessica. Proprio i campioni di DNA raccolti nel tempo hanno contribuito a incastrarlo. Al momento dell’arresto, il DNA di Atkins è stato inserito in un database nazionale che ha permesso agli investigatori di abbinarlo ai campioni di DNA raccolti sulla scena del crimine di Aiken. Gli investigatori hanno stabilito che Atkins aveva lavorato come autista di consegne per una società incaricata di effettuare consegne per Airborne Express, il che lo ha portato a essere in contatto con Jessica il giorno del suo omicidio.

Fu poi lo stesso assassino a condurre gli investigatori all’arma del delitto, facendo ritrovare il coltello con cui aveva massacrato Jessica Carpenter. Nel 2006 si è dichiarato colpevole di omicidio ed è stato condannato all’ergastolo. Atkins, che ora ha 49 anni, è attualmente detenuto nella contea di Lee da luglio, secondo il Dipartimento di correzione della Carolina del Sud. La Carpenter ha detto di avere ancora la prima pagina che annunciava che il caso di sua figlia era stato risolto.