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Cronaca

Covid, vaccino Takis-Rottapharm inoculato con scossa elettrica: al via i test

Published by
Simone Cadoni

La sperimentazione umana del vaccino Takis-Rottapharm, conosciuto anche come e-Vax, è pronta a partire: il primo volontario è un ragazzo di 21 anni.

Max Cavallari/Getty Images

Al via i test umani del vaccino prodotto dalla società romana Takis in collaborazione con l’azienda monzese Rottapharm biotech. Si tratta del secondo siero made in Italy dopo quello di Reithera-Spallanzani, che nei giorni scorsi ha ricevuto l’ok dall’Agenzia italiana del farmaco per procedere con la fase 2 della sperimentazione.

Il primo volontario a ricevere il siero Takis-Rottapharm, chiamato anche e-Vax, sarà un 21enne, al quale verrà somministrata una dose da 0,5 mg presso l’ospedale San Gerardo di Monza. Dopo la prima vaccinazione si attenderanno due giorni per l’eventuale comparsa di effetti collaterali, poi sarà il turno di altri due volontari.

Successivamente saranno vaccinate altre tre persone, fino ad arrivare a un totale di 20 test clinici. Poi la sperimentazione del siero anti-Covid potrà partire anche allo Spallanzani di Roma e all’Irccs Pascale di Napoli. Andando avanti con i test la dose aumenterà fino ad arrivare a 200 mg, la quale non dovrebbe necessitare di richiamo.

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Le caratteristiche del vaccino Takis-Rottapharm

Rispetto ai vaccini anti-Covid attualmente somministrati in Italia, ossia Pfizer, AstraZeneca e Moderna, quello di Takis-Rottapharm ha una modalità di iniezione differente. Come spiegato a Repubblica da Luigi Aurisicchio, amministratore delegato e direttore scientifico di Takis, viene preso il frammento di Dna che codifica per la proteina Spike del coronavirus e viene inoculato nell’organismo attraverso il metodo dell’elettroporazione.

Si tratta di una scossa elettrica nel braccio, che avviene in contemporanea con l’iniezione del siero. “Non è niente di doloroso – ha spiegato Aurisicchio – io l’ho provata, dura 35millisecondi e ha un’intensità di 40 volt. Quel che si sente è una brevissima contrazione del muscolo”. Il metodo è stato pensato per creare lo spazio nella membrana cellulare finalizzato a consentire l’ingresso del frammento genetico. Per l’iniezione del siero, al posto della siringa viene utilizzata una sorta di pistola dotata di un piccolo ago e quattro elettrodi.

Paolo Bonfanti, direttore della Clinica di Malattie infettive del San Gerardo, dove partirà la sperimentazione, ha spiegato che questo tipo di vaccino potrebbe rivelarsi molto importante in futuro, essendoci “la possibilità di modificarlo adattandolo all’emergenza delle varianti del virus non sensibili ai vaccini attuali”. Inoltre ha spiegato che il siero Takis-Rottapharm non richiede neanche la conservazione nei super freezer, poiché resta stabile a temperatura ambiente.

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