Claudio Coccoluto morto: la malattia non lascia scampo al celebre dj

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Dramma nella musica italiana, Claudio Coccoluto morto: la malattia non lascia scampo al celebre dj che aveva solo 59 anni.

(screenshot video)

Si è spento a 59 anni il celebre dj Claudio Coccoluto. L’artista, originario di Gaeta, in provincia di Latina, era malato da circa un anno e avrebbe lottato contro la malattia che alla fine ha avuto la meglio. Il decesso è sopraggiunto stamattina presto, martedì 2 marzo, intorno alle 4.30, nella sua casa di Cassino. Il dj amatissimo è morto con accanto la moglie Paola e i figli Gianmaria e Gaia.

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Claudio Coccoluto ha segnato grandi pagine della musica italiana negli ultimi trent’anni. Ha iniziato a fare il dj a 13 anni e giovanissimo ha iniziato ad affermarsi: fu voce della radio locale Radio Andromeda, di Gaeta. Fu anche il primo dj d’Europa a esibirsi al Sound Factory Bar di New York. Ha quindi lavorato a lungo per Radio Deejay e si è esibito al Goa di Roma.

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Chi era Claudio Coccoluto, uno dei più grandi dj italiani

Nel 2008, interpreta se stesso nel film “Io non ci casco” di Pasquale Falcone e dieci anni più tardi, poco prima che la malattia iniziasse ad avanzare, è nel documentario “Vinilici. Perché il vinile ama la musica” di Fulvio Iannucci. Fu una presenza fissa anche in alcuni dischi di musicisti e band italiane, contribuendo a versioni remix o collaborazioni che lo hanno reso davvero amato da tutti. Tra gli altri, ricordiamo il brano “Il mio d.j.”, scritto insieme ai Subsonica e contenuto in Microchip emozionale, secondo album in studio della band torinese.

Decine e decine sono i messaggi di cordoglio per la morte di Claudio Coccoluto in questi minuti. Il conduttore televisivo Gabriele Corsi ha twittato un suo ricordo del grande dj scomparso: “Aspettavo Margherita, la mia prima figlia. Mi hai detto: ‘Quando ti nasce un figlio cambiano i colori’. Non me lo dimenticherò mai. Poesia. Ciao Claudio”. Toccante anche il ricordo di Marco Cappato, suo amico e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni: “Claudio Coccoluto ci ha fatto danzare e vivere, è stato gioia spensierata e impegno civile. L’ultima volta lo ricordo nella piazza di Piergiorgio Welby, al concerto per essere liberi fino alla fine. Come lui”. Da sempre, Coccoluto era iscritto e militante del Partito Radicale e si era anche candidato con la formazione politica La Rosa nel Pugno alle Politiche 2006.