Lo scioglimento dei ghiacciai è una minaccia oramai globale. Le sfide del pianeta dettate dall’inquinamento e dal riscaldamento globale minacciano oggi la straordinaria specie degli orsi polari, che rischiano niente di meno che l’estinzione.
Nell’Artico gli orsi polari consumano quattro volte l’energia necessaria, per il sostentamento in condizioni di alte temperature, rispetto agli standard: questo sta provocando un progressivo indebolimento nella specie che rischia l’estinzione. Questa specie “pigra” attendeva per cacciare le foche, ma in condizioni ambientali del genere la lotta alla sopravvivenza ha indotto gli orsi polari a consumare molte più energie rispetto al passato. Uno studio del dipartimento di ecologia ed biologia dell’evoluzione dell’Università di California Santa Cruz mette in guardia “Il mondo artico è diventato molto più imprevedibile per questi animali”, dichiarazione fatta da uno degli autori del report, Terrie Williams, alla BBC.
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Come riporta la ricerca “Per eguagliare l’energia digeribile disponibile nel grasso di una foca adulta un orso polare dovrebbe consumare circa 1,5 caribù, 37 salmerini alpini, 74 oche delle nevi, 216 uova di oca delle nevi (ovvero 54 nidi con quattro uova per covata) o 3 metri di mirtilli rossi”. Oggi invece la specie è costretta, in media, a spostarsi e aspettare fino a tre giorni prima di riuscire a catturare le prede. Tra le altre cose gli orsi polari soffrono particolarmente la fame, che in certi casi può causare la morte.
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Il clima artico sta subendo una trasformazione costante e accelerata a causa delle emissioni di gas serra. Studi affermano che rispetto a 42 anni fa il 13% della superficie di mare di ghiaccio oggi non esiste più e, in conseguentemente la caccia degli orsi ha dovuto fare i conti con una minorazione delle possibilità di caccia. “Specie iconiche come l’orso polare, la foca e la balena sono vulnerabili ai cambiamenti che modificano sia la distribuzione che lo spessore del ghiaccio marino. Mentre le ecologie marine cambiano forma, mammiferi perfettamente adattati a un ambiente congelato in modo affidabile faranno fatica ad adattarsi. Il costo dell’adattamento attuale e futuro sarà elevato” ha detto Klaus Dodds, del dipartimento di geografia della Royal Holloway, dell’Università di Londra.
Rod Downie ha spiegato alla BBC come la “casa” artica degli orsi polari “si sta riscaldando più del doppio rispetto al resto del pianeta, e purtroppo quasi un terzo della popolazione degli orsi polari della regione potrebbe scomparire nei prossimi 30 anni se non si proverà a fermare, in modo coraggioso la crisi climatica.”
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