Vaccino, la brutta gaffe del Sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi: i dettagli

Sindaco Corleone Vaccino, Nicolò Nicolosi segnalato in Procura dai Carabinieri del Nas: si è vaccinato senza permesso. Lui si difende: “Non capisco perché gli amministratori  non siano nelle categorie a cui dare priorità”.

Sindaco Corleone Vaccino
Nicolò Nicolosi Facebook

A Corleone, in Sicilia, i Carabinieri del Nas hanno fatto dei controlli su 200 degli 800 vaccini somministrati e al momento sono stati segnalati 6 casi di persone che si sono vaccinate senza averne diritto. Uno di questi è il primo cittadino della città sicula, Nicolò Nicolosi di 79 anni.

Oltre, al sindaco, anche alcuni assessori della Giunta si sono vaccinati senza che gli toccasse. Il primo cittadino però si difende: “Avevo avvertito il presidente della Regione Musumeci. Il sindaco è l’autorità sanitaria del territorio e per questo mi sono vaccinato”.

Ti potrebbe interessare anche questo articolo->Tragico incidente a Modugno: muore bimbo di 18 mesi investito dal padre

Vaccino Sindaco Corleone, le dichiarazioni do Nicolò Nicolosi

Il Sindaco, Nicolò Nicolosi, non si sente minimamente dalla parte del torto e continua in sua difesa affermando come non sia giusto che chi lavora nelle amministrazioni son sia rientrato tra le categorie primarie a cui somministrare il vaccino. Le sue parole: “Io mi sono vaccinato alla luce del sole. Ho scritto una lettera al presidente della Regione Nello Musumeci dicendo che i sindaci e gli amministratori dovevano essere vaccinati insieme agli operatori sanitari, non mi capacito come sia possibile che noi non siamo stati inseriti tra le priorità”.

Ti potrebbe interessare anche questo articolo->Hillary, il dramma della donna: morta per proteggere i suoi figli

Infine conclude: “Del resto non si comprende come i primi cittadini e gli amministratori non siano rientrati tra le categorie a cui dare priorità visto che il sindaco è la prima autorità sanitaria sul territorio e che gli assessori in questi periodo di chiusura e smart working hanno lavorato per non fare bloccare la macchina amministrativa”.