Omicidio Ilenia Fabbri, la lettera di Claudio Nanni: “Ho sbagliato, pagherò”

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Claudio Nanni, ex marito di Ilenia Fabbri e mandante dell’omicidio, ha scritto alla figlia una lettera dal carcere. Arianna, dopo averla letta, ha chiesto di incontrarlo.

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Claudio Nanni e Ilenia Fabbri

Claudio Nanni, in carcere dal 3 marzo scorso con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio della moglie, Ilenia Fabbri, ha scritto una lettera diretta alla figlia 21enne, Arianna, spiegando che le cose non sono andate come sarebbero dovute andare. A risultare decisiva nella ricostruzione dei fatti è stata la confessione di Pierluigi Barbieri, il 53enne assoldato per uccidere la donna. Il killer, dopo essere stato arrestato, ha infatti confessato di essere stato ingaggiato da Nanni in cambio di 20mila euro e di un’auto. La donna è stata uccisa con un coltello da cucina la mattina del 6 febbraio nella sua casa a Faenza.

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Ilenia Fabbri, la lettera dal carcere di Claudio Nanni alla figlia

“Arianna, come ti avranno detto i miei avvocati, le cose sono andate diversamente da come dovevano andare”. Inizia così la lettera dell’ex marito di Ilenia Fabbri destinata alla figlia e pubblicata integralmente dalla stampa locale. Claudio Nanni l’avrebbe scritta venerdì 12 marzo, prima degli interrogatori di garanzia. “Ho commesso un errore e dovrò pagare”, ha scritto il mandante dell’omicidio, sottolineando che l’impossibilità di vedere Arianna “per anni o per sempre” gli toglie la forza di continuare a vivere.

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“Dovresti provare odio nei miei confronti e questo mi butta giù – si legge nella lettera – per questo provo vergogna nel parlare e farmi vedere da tutti, ma soprattutto da te”. L’uomo ha aggiunto che non ci sono parole per chiedere scusa alla figlia e che la cosa migliore da fare sia scomparire. “La zia Cristi e lo zio Dino ti seguiranno per ogni cosa – le ha scritto – Nonostante tutto il mio amore per te è grande”. Dopo aver letto la lettera, Arianna ha deciso di incontrarlo e ha così contattato un legale per avviare l’iter di richiesta di colloquio in cella.