Droni e software per coltivare i campi: le nuove frontiere dell’agricoltura

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Nell’ambito dell’agricoltura le nuove tecnologie si stanno diffondendo con rapidità tra le aziende: droni, computer e software sono le nuove armi degli agricoltori.

droni e software per l'agricoltura
Credit: Pixabay

Lo sviluppo delle tecnologie impone ormai rinnovamenti in qualsiasi campo lavorativo. La tradizione lascia così spazio all’innovazione anche in ambiti da sempre legati alla manualità: non solo nelle fabbriche o nelle industrie, ma anche nelle aziende agricole. Oggi si parla ormai di agricoltura 4.0: meno fatica fisica, più algoritmi, software e mezzi tecnologici. Lo sviluppo digitale è entrato a far parte delle attività agricole contribuendo a risparmiare tempi di lavoro e sprechi, con un occhio particolare alla sostenibilità. Da qui anche lo sviluppo di nuovi percorsi di studio pensati per formare i nuovi professionisti del settore.

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I vantaggi di droni e software nell’agricoltura

Se un tempo occorrevano esclusivamente aratro, braccia e mezzi pesanti, oggi sui campi diventa fondamentale l’utilizzo di tecnologie sempre più smart, i cui sensori permettono di programmare semine e raccolti o verificare a distanza l’andamento delle produzioni. Per esempio i computer possono calcolare esattamente l’acqua necessaria riducendo gli sprechi, i software gestionali riescono a prevedere il massimo raccolto con il minimo spreco e i droni con sensori intelligenti possono contribuire a monitorare l’andamento della coltivazione e ad analizzare la luce.

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Inoltre la dotazione dello spettrometro, in grado di analizzare rapidamente i nutrienti del suolo, consente di ridurre l’inquinamento e gli sprechi dei fertilizzanti, preservando l’ambiente e in particolare le falde acquifere. Tutti i dati possono essere visualizzati da remoto attraverso i vari dispositivi mobili. Tali innovazioni permettono di studiare aree di terreno particolarmente estese, semplificando il loro monitoraggio. Come ricorda il Corriere della Sera, il Ministero per le politiche agricole si era dato l’obiettivo di far sì che i nuovi strumenti tecnologici venissero adottati almeno da dieci aziende italiane su cento. Ad oggi siamo già a quattro.