Fra Emiliano Antenucci, chi è il parroco che vendette il suo oro

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Fra Emiliano Antenucci è un sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, è stato l’inventore del corso “Silenzio, parla il Silenzio”.

Fra Emiliano Antenucci, chi è il frate che ha sacrificato il suo oro per i poveri (Wikipedia)
Fra Emiliano Antenucci, chi è il frate che ha sacrificato il suo oro per i poveri (Wikipedia)

Nasce in Abruzzo il 10 Marzo del 1979 a Vasto, la sua passione per la vita sacerdotale e francescana, nasce quando una suora gli regalò un libro su San Francesco.

Quando a 14 anni andò in gita ad Assisi, rimase molto affascinato dalla radicalità della figura di Francesco, avvertiva il santo come una figura molto attuale.

Una volta che rientrò a casa, prese tutti gli oggetti in oro che gli avevano regalato per il suo battesimo, comunione e cresima, li vendette per poi comprarsi una bibita.

Il resto lo diede tutto ai poveri, dopo quel gesto capì che il suo desiderio era di consacrare tutta la sua vita a Gesù. Si diplomerà in Perito Chimico all’Industriale di Vasto, proprio in quegli anni imparò a suonare il sax, la chitarra e il pianoforte.

Sua madre pensava che le lunghe nottate passate in camera a leggere erano per via dello studio, ma in realtà il ragazzo leggeva la parola di Dio, un giorno le parole di un sacerdote lo fecero riflettere: “la preghiera è il respiro dell’anima”.

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Fra Emiliano Antenucci, un viaggio a Fatima gli cambiò la vita

Mentre era in viaggio per Fatima, un sacerdote gli chiese se voleva diventare un frate cappuccino, a 19 anni decise di intraprendere il percorso per poi diventare un frate francescano a Penne.

Trascorse cinque anni ad Assisi, dove riuscì a seguire un gruppo di missionari, nei mesi estivi andava in Amazzonia con 40° per predicare la parola di Dio.

Nel 2009 ci fu un terremoto all’Aquila, dentro di sé il frate sentì la voce di Dio molto presente, le parole erano le seguenti: “va a riparare la mia casa”. Fu chiamato a recarsi nel luogo del terremoto, abbandonando totalmente il progetto di partire come missionario.

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Il parroco ha sentito l’esigenza di vivere il silenzio per riuscire a conoscere sé stesso ed ascoltare la voce del Signore. Per circa un anno in diversi luoghi ha fatto degli esercizi di silenzio assoluto, intervistando diversi religiosi che la pensavano proprio come lui.

Ha dichiarato di aver appreso molto di più dal suo silenzio che dalla teologia trasversale, se tutti utilizzassero il suo metodo e il suo modo di pensare, potrebbero trarre vantaggio dai vari cammini di fede individuali e spirituali.