Allarme in Canada per una nuova malattia dai sintomi simili a quelli del morbo della mucca pazza: gli scienziati hanno avviato gli studi per scoprire la natura dell’infezione.
Una nuova e misteriosa malattia simile a quella della mucca pazza ha messo in allarme tutto il Canada: ad oggi sono stati registrati oltre 40 casi di infezione e 5 morti. Il primo contagio identificato risale al 2015, ma nel corso degli anni il numero di segnalazioni della malattia è aumentato con rapidità. Lo scorso anno sono stati registrati 24 casi, mentre nei primi mesi del 2021 sono già stati 6. I contagi si sarebbero registrati prevalentemente nella costa orientale del Paese nordamericano, in particolare nella provincia del New Brunswick.
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Secondo quanto reso noto dalle autorità sanitarie canadesi, i sintomi della misteriosa malattia sono simili a quelli della CJD, la malattia di Creutzfeldt-Jakob, una rara sindrome cerebrale che include tra le sue varianti l’encefalopatia spongiforme bovina, meglio conosciuta come morbo della mucca pazza. L’infezione colpirebbe le facoltà neuronali delle persone di tutte le fasce di età. I contagiati, nell’arco di 18-36 mesi, hanno sviluppato sintomi come dolori e spasmi al declino cognitivo, problemi di coordinazione, atrofia muscolare e allucinazioni visive.
Per studiare cause e origini della malattia, diversi team di ricerca del Canada hanno avviato le analisi in laboratorio. Dagli esiti dei primi esami condotti da un gruppo di esperti guidato dal neurologo Alier Marrero, del Dr. Georges-L.-Dumont University Hospital Centre di Moncton, l’infezione non sarebbe di natura genetica: la malattia sconosciuta potrebbe diffondersi attraverso acqua, cibo e aria. Il fatto che i contagi si siano registrati nella stessa area del Paese potrebbe far pensare a una tossina ambientale.
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Al momento gli scienziati non hanno però alcuna certezza: solo studi più approfonditi potranno stabilire se si tratta di una nuova variante della malattia da prioni legata alla mucca pazza o invece di una patologia completamente nuova. Secondo il dottor Neil Cashman, professore della British Columbia University esperto in materia, non ci sono elementi per stabilire che sia una malattia da prioni umana, ma “è qualcosa di inaspettato”.
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