Pianta velenosa nel pesto, morto un 62enne: l’aveva raccolta per errore

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Un uomo di 62 anni di Travesio è morto in seguito a un’intossicazione procurata da una pianta velenosa, raccolta erroneamente in montagna per fare un pesto per condire la pasta.

Pianta velenosa nel pesto, morto un 62enne
Valerio Pinzana (Facebook)

Nella giornata di Pasquetta, lunedì 5 aprile, un uomo di 62 anni è morto tragicamente all’ospedale civile di Pordenone per aver ingerito sostanze velenose. La vittima è Valerio Pinzana, viveva a Travesio e lavorava come tecnico della Snam Rete Gas. L’uomo, che lascia la compagna e un figlio di 30 anni, si trovava ricoverato in gravi condizioni da alcuni giorni per un avvelenamento da còlchico, una pericolosa specie di pianta per cui non esisterebbe antidoto. I funerali si terranno giovedì 8 aprile alle 11 nella chiesa di Travesio.

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Valerio Pinzana morto dopo aver ingerito una pianta velenosa: l’aveva trovata in un bosco

Secondo una prima ricostruzione, Valerio Pinzana durante una passeggiata in un bosco in montagna aveva raccolto la pianta velenosa scambiandola erroneamente per un’altra, forse per aglio orsino. L’uomo l’aveva poi utilizzata qualche giorno dopo per fare un pesto di erbe spontanee e condire la pasta, la cui ingestione si è poi rivelata fatale. Dopo averla consumata è infatti scaturita una gravissima intossicazione, che lo ha costretto al ricovero in ospedale.

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Come riportato da fonti locali, inizialmente Pinzana avrebbe scambiato i sintomi di avvelenamento per un’altra patologia, dal momento che la sua compagna si trovava in isolamento domiciliare dopo essere risultata positiva al Covid-19. Col passare dei giorni però le sue condizioni di salute sono peggiorate rapidamente, fino al ricovero in terapia intensiva, dove è deceduto. Come reso noto da TeleFriuli, il 62enne era un esperto escursionista e grande conoscitore delle erbe spontanee.