Patrick Zaki, Senato approva mozione per cittadinanza italiana

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Patrick Zaki, avviato l’iter per conferire la cittadinanza allo studente egiziano di Bologna detenuto da oltre un anno senza processo

Patrick Zaki
Patrick Zaki (foto social)

Per conferire la cittadinanza italiana a Patrick Zaki, oggi il Senato con 208 voti favorevoli ha approvato la mozione del Pd e del Movimento 5 Stelle. 33 sono stati gli astenuti tra cui qualcuno di Fratelli d’Italia. Il fine del riconoscimento della cittadinanza al giovane egiziano studente a Bologna e ancora detenuto in Egitto, è quello di consentire la sua liberazione.

Sulla decisione del Senato ha espresso soddisfazione Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia che definisce un gesto importante e indice che tra le priorità del Parlamento c’è la questione del giovane studente. Sono quattordici mesi che Zaki è ancora prigioniero con la detenzione che viene sempre allungata.

A febbraio del 2020 il 29enne rientrò in patria per fa visita alla famiglia. Si doveva trattenere solo qualche settimana ma è stato accusato di “propaganda sovversiva” e da allora è detenuto a Il Cairo.

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Patrick Zaki, la sua storia

Foto social

Dopo la caduta di Mubarak e la presa del potere degli uomini del generale Al-Sisi, Patrick cominciò ad occuparsi più approfonditamente dei diritti umani che in Egitto, nonostante il cambio di regime, hanno continuato a vivere tempi duri. Nel settembre 2019 si iscrisse a un Master a Bologna poi al ritorno in patria fu subito arrestato, senza essere sottoposto a processo.

La detenzione allungata sempre più e la dichiarazione resa al suo avvocato sulle torture subite, hanno mobilitato molte persone in varie parti del mondo, chiedendo la sua liberazione. Ora anche il Parlamento italiano pone un tassello importante. Se Patrick dovesse diventare cittadino italiano ci potrebbe cambiare molto la situazione perché dal punto di vista legale.

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E questo è il concetto espresso da Francesco Laforgia di LeU nella sua dichiarazione di voto oggi a Palazzo Madama nella quale ha citato anche Giulio Regeni, il giovane ricercatore friulano assassinato in Egitto la cui verità sulla sua morte è ancora lontana. “Sono due storie che si legano e che fanno parte della storia del nostro Paese”, ha detto, e che bisogna pretendere il rispetto dei diritti umani.