Per la legge Roberto Formigoni ha diritto alla pensione

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Per la Commissione “Contenziosa” del Senato l’ex Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha diritto alla pensione

Roberto Formigoni (Getty Images)

L’ex Presidente, per quasi un ventennio, della Regione Lombardia, Roberto Formigoni ha diritto alla pensione: è quanto ha decretato la Commissione “Contenziosa” del Senato cui l’ex senatore aveva inoltrato ricorso contro la sospensione del vitalizio a seguito della condanna definitiva a a 5 anni e 10 mesi per corruzione.

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Ai sensi della legge di conversione del Decreto sul Reddito di Cittadinanza, infatti, l’erogazione del trattamento previdenziale va interrotta solo per i condannati in via definitiva, per reati non di matrice mafiosa o terroristica, che siano latitanti o che siano evasi: in entrambi in casi non rientra Formigoni che, dopo la breve reclusione nel Carcere di Bollate, dal 22 febbraio al 22 luglio 2019,  ha ottenuto il beneficio della detenzione domiciliare in quanto ultrasettantenne e, quindi, sta scontando la propria pena ai domiciliari.

Roberto Formigoni ha diritto alla pensione. Il caso “Fondazione Maugeri”

I guai con la giustizia dell’ex Presidente della Regione Lombardia iniziano nell’aprile del 2012 quando esplode il caso “Fondazione Maugeri” che coinvolge anche il “San Raffaele”: la Procura della Repubblica di Milano dispone l’arresto di 5 persone, tra cui Pierangelo Daccò, amico di Formigoni e come quest’ultimo vicino a “Comunione e Liberazione”, con l’accusa di aver distratto dalle casse della Fondazione Maugeri, tra le eccellenze della sanità lombarda, 56 milioni di euro.

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Il processo si apre il 6 maggio 2014: secondo i pm di Milano, dalle casse della Maugeri sono stati stornati fondi verso i conti delle società di Daccò; quest’ultimo poi ha girato parte di quei soldi, circa 8 milioni di euro tra contanti, viaggi e la disponibilità di tre yacht, a Roberto Formigoni che, in cambio, ha favorito la “Maugeri” e il “San Raffaele” assicurando loro rimborsi cui non avevano diritto. La sentenza definitiva arriva il 21 febbraio 2019 con la decisione della Suprema Corte di Cassazione che condanna Formigoni a 5 anni e 10 mesi riconoscendogli un leggero sconto di pena per intervenuta prescrizione rispetto alle condanne a 6 anni di reclusione in primo grado e a 6 anni e 7 mesi in Appello.