Jacopo Fo, chi è il celebre figlio d’arte

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Jacopo Fo, fumettista, scrittore, attore, gestisce da 25 anni la Libera Università di Alcatraz, in Umbria, dove insegna Yoga Demenziale, un percorso alla scoperta comica delle proprie potenzialità naturali. Ha pubblicato più di 30 libri tra saggi e romanzi, ha collaborato con numerose riviste e si occupa di ecotecnologie estreme.

Jacopo Fo nasce il 31 marzo del 1955 a Roma, figlio del celebre drammaturgo Dario Fo e di Franca Rame, ettrice, scrittrice, attivista politica. A diciotto anni inizia a lavorare pubblicando per diverse riviste fumetti e vignette. Nel 1975 pubblica il suo primo libro, intitolato “Il biforcuto. Dizionario di humour, violenza, sesso, politica e altre cose“. Seguito poco dopo da “Se ti muovi ti stato!“, con la prefazione di Giovan Battista Lazagna, un opuscolo in cui prende le difese di un membro delle Brigate Rosse, Roberto Ognibene, autore degli omicidi di Felice Maritano, maresciallo dei Carabinieri, e di Graziano Girallucci e Giuseppe Mazzola, militanti dell’MSI. Nel volume Jacopo Fo, oltre a sostenere la tesi innocentista, avanza l’ipotesi che il brigatista sia vittima di una montatura orchestrata dai servizi segreti.

A partire dal 1978 Fo è uno degli autori de “Il Male“, settimanale satirico che otterrà un notevole successo negli anni successivi.

Jacopo Fo negli anni ’80

All’inizio degli anni Ottanta progetta un ciclo di ventidue libri incentrati su idee nate dal femminismo e dal Movimento della contestazione del Sessantotto, intitolato “L’Enciclopedia Universale. Come quella di Diderot ma più sexy. L’unica rilegata ancora viva“.

Nel 1981 dà alle stampe il suo terzo libro, autoprodotto, intitolato “Fare il comunismo senza farsi male. La presa del potere e la manutenzione dello zen“. Nello stesso anno fonda un centro di cultura alternativa e comicoterapia, la “Libera Università di Alcatraz“, sulle colline umbre.

Dopo aver realizzato “L’enciclopedia del sesso sublime“, quattro volumi accompagnati da cinque videocassette, per Hobby & Work, nel 1996 il figlio di Dario Fo pubblica “Cervelli verdi fritti“. L’anno successivo scrive con Sergio Parini “’68. C’era una volta la rivoluzione. I dieci anni che sconvolsero il mondo”, edito da Feltrinelli, mentre con Mondadori pubblica “Guarire ridendo. La medicina che non ha bisogno di ticket”.

Dario Fo: il teatro

Dopo aver pubblicato con Monica Traglio “Mamme zen”, propone a teatro “Lo zen e l’arte di far l’amore”, che viene programmato anche su Raidue, e inizia a collaborare alla scrittura dei testi del comico Paolo Rossi (“Rablais”, “Scatafascio”). Inoltre, scrive per Mondadori “Dio c’è e vi saluta tutti” e fonda la casa editrice Nuovi Mondi, con la quale pubblica, tra il 1998 e il 1999, “La grande truffa delle piramidi. Le piramidi non le hanno costruite né i faraoni né i marziani!”, “Il diavolo ha i piedi per terra”, “La scopata galattica” e “Gesù amava le donne e non era biondo (Tutto quello che non ti dicono al catechismo)“.

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La morte dei genitori

Nel 2011 con Nina Karen scrive “L’erba del diavolo [Vietare le droghe ingrassa la criminalità organizzata e fa aumentare i tossicodipendenti. Informare è meglio che reprimere]“, edito da Flaccovio, mentre nel 2012 tocca ad “Angese. Il guerriero divertente. Breve biografia quasi autorizzata”.

Diventato orfano di madre, Franca Rame, il 29 maggio del 2013, l’anno dopo Jacopo Fo scrive con Rosaria Guerra “Perché gli svizzeri sono più intelligenti“. Nel 2016 perde anche il padre: Dario Fo muore a Milano dopo essere stato ricoverato in ospedale per insufficienza respiratoria. Ai funerali tiene un discorso molto commovente.