Matteo Salvini è stato rinviato a giudizio per il caso Open Arms. “Vado a processo a testa alta”, ha scritto al termine dell’udienza. Vediamo cosa rischia.
Ufficiale: Matteo Salvini sarà processato. Il gup di Palermo, Lorenzo Jannelli, ha alla fine stabilito il rinvio a giudizio per il caso Open Arms, come richiesto dalla Procura circa un mese fa. L’udienza decisiva si è tenuta oggi, sabato 17 aprile, nell’aula bunker dell’Ucciardone. L’accusa è di rifiuto d’atti d’ufficio e di sequestro di persona.
Secondo la Procura l’ex ministro dell’Interno nell’agosto del 2019 ha impedito illegittimamente di far sbarcare a Lampedusa i 147 migranti soccorsi in mare dalla Ong catalana. Il processo davanti ai giudici della seconda sezione penale prenderà il via il prossimo 15 settembre. Salvini rischia adesso una pena che può arrivare fino a 15 anni di carcere.
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Secondo la difesa del leader della Lega, la decisione di non far approdare l’Open Arms a Lampedusa fu dettata dall’esigenza di tutelare i confini nazionali. Inoltre è stato ribadito in più occasioni che l’intero governo guidato da Giuseppe Conte era stato informato dei fatti. Come riferito dall’avvocato Giulia Bongiorno, alla Ong spagnola era stata offerta la possibilità di attraccare sia a Malta che in Spagna, tuttavia sarebbero state rifiutate entrambe le opzioni.
L’arringa, preceduta dalla deposizione di una memoria di oltre cento pagine, è durata circa tre ore. “C’è una visione salvinocentrica – avrebbe detto Bongiorno, secondo quanto appreso da Adnkronos – In questo processo c’è un errore basilare, è come valutarlo guardando dal buco della serratura: non si riesce a ricostruire il complesso”. Per la difesa di Matteo Salvini occorre “analizzare la scatola nera, cioè il diario di bordo della nave per capire quanto successo”.
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Al termine dell’udienza il leader della Lega non è apparso preoccupato. La prima reazione ufficiale è arrivata dai social, dove ha pubblicato un post con una foto dall’aula bunker dell’Ucciardone accompagnata da un breve messaggio. “Sono stato rinviato a giudizio”, ha annunciato Matteo Salvini, che ha poi citato l’articolo 52 della Costituzione, secondo cui “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. “Vado a processo per questo, per aver difeso il mio Paese? – ha aggiunto – Ci vado a testa alta, anche a nome vostro. Prima l’Italia. Sempre”.
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