Il prossimo week end il calcio inglese boicotterà i social network

0
155

Il mondo del calcio inglese boicotta i social media per 4 giorni. Si tratta di un gesto contro il razzismo

calcio inglese

Dal prossimo 30 aprile il mondo del calcio inglese si unirà in un boicottaggio dei social media. Questa iniziativa durerà 4 giorni, dalle ore 15 inglesi del 30 aprile fino alla mezzanotte del 3 maggio. Si tratta di un gesto senza precedenti.

Leggi anche -> Colin Bell, addio alla star del calcio inglese: bandiera del Manchester City

I motivi del calcio inglese

Questo boicottaggio è stato voluto dal calcio inglese contro il razzismo. La mobilitazione è stata decisa dopo che sono finiti nel mirino giocatori del Liverpool come Trent Alexander-Arnold, Naby Keïta e Sadio Mané.

Il calcio inglese vuole dire no alle discriminazioni e all’odio online, e lo farà dalla Premier League agli arbitri, passando per il calcio femminile. Chi aderirà a questo boicottaggio, nei giorni indicati, disattiverà il proprio account Facebook, Instagram, Twitter etc.

Richard Masters, ad della Premier League inglese sul tema si è così espresso “Il comportamento razzista di qualsiasi forma è inaccettabile e non si può permettere che i terribili abusi a cui stiamo assistendo verso i giocatori sulle piattaforme social continuino. La Premier League e i nostri club sono al fianco del calcio nell’organizzare questo boicottaggio per evidenziare l’urgente necessità per le società dei social media di fare di più per eliminare l’odio razziale. Non smetteremo di affrontarle e desideriamo vedere miglioramenti significativi nelle loro politiche e processi per contrastare gli abusi discriminatori online sulle loro piattaforme”.

In prima linea in questa lotta anche l’associazione per l’uguaglianza e l’inclusione nel calcio inglese, Kick It Out, la cui presidente Sanjay Bhandari si è così espressa a riguardo: “I social media ora sono purtroppo un mezzo regolare per abusi tossici. Questo boicottaggio indica la nostra rabbia collettiva per il danno che questo provoca alle persone che giocano, guardano e lavorano nel calcio. Boicottando i social, stiamo compiendo un gesto simbolico”.