Al Bano, il dramma della scomparsa di Ylenia: “Ho messo in dubbio la fede”

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Ospite di “Ciao maschio”, un Al Bano a cuore aperto sul dramma della scomparsa della figlia Ylenia: “Ho messo in dubbio la fede”

(Getty Images)

Il dolore più dilaniante e atroce che un essere umano possa provare è quello per la scomparsa di un proprio figlio: non fa eccezione neanche una star dello spettacolo italiano, l’ugola d’oro di Cellino San Marco, alias Al Bano, il cui dolore, dopo quasi 30 anni, per la scomparsa tra le acque del fiume Mississippi, in circostanze mai del tutto chiarite, della figlia Ylenia ancora lo tormenta anche perché nel corso degli anni il corpo mai ritrovato di Ylenia ha dato adito a speculazioni di ogni tipo e a presunti avvistamenti da parte di mitomani, sciacalli e personaggi in cerca del loro quarto d’ora di notorietà.

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Infatti, il famoso cantante, ospite di “Ciao maschio“, trasmissione condotta da Nunzia De Girolamo, ex parlamentare, e moglie dell’ex Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, reinventatasi negli ultimi tempi conduttrice televisiva dopo la sua felice esperienza come concorrente di “Ballando con le stelle“, è tornato a parlare della scomparsa di sua figlia Ylenia. Nel corso della cordiale chiacchierata con la “padrona di casa” Al Bano ha aperto il proprio cuore confessando come proprio la scomparsa di Ylenia lo abbia indotto a interrogarsi sulla sua fede, una presenza costante nella sua vita: “La fede è stata centrale nella mia vita, ho sempre avuto fiducia in Dio. Negli anni ’90 però, dove mi è successo di tutto, mi sono interrogato ed ho avuto seri dubbi“.

Al Bano: “Ho messo in dubbio Dio e la fede perché mi sentivo punito”

L’ex consorte di Romina Tower ha poi precisato: “Ho messo in dubbio Dio e la fede perché mi sentivo punito per cose che non avevo commesso. Ho capito che anche il buon Dio aveva perso suo figlio, quindi ho ripreso ciò che avevo abbandonato e questo mi ha fatto stare meglio“. Dunque, comprensibile che la sua fede abbia vacillato dopo essere stato messo di fronte all’esperienza più lacerante che un genitore possa anche solo immaginare di vivere. Anzi, proprio l’averla messa in dubbio dimostra che la sua è una fede “viva”, non di facciata o per convenzione sociale.

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D’altronde, perfino Madre Teresa di Calcutta, elevata agli onori degli altari da Papa Francesco il 4 settembre del 2016, ha provato l’esperienza dell’aridità e della sofferenza spirituale fino all’incredulità così come emerso dalla pubblicazione postuma delle sue lettere. Stando ai racconti di padre Brian Kolodiejchukz, in una di queste lettere scriveva di non sentire “la presenza di Dio né nel suo cuore né nell’Eucaristia” mentre al suo confessore spirituale confidava che Gesù ha un amore molto speciale per te. Ma per me il silenzio e il vuoto sono così grandi che io Lo cerco e non Lo trovo, provo ad ascoltarLo e non Lo sento”. Inoltre confidò che “nella mia anima sperimento proprio quella terribile sofferenza dell’assenza di Dio, che Dio non mi voglia, che Dio non sia Dio, che Dio non esista veramente”. Tuttavia, la Santa dei poveri tra i poveri e dei lebbrosi, come Al Bano, riuscì a dare un senso a quella sofferenza spirituale riconfermando così la propria fede in Dio: Ho cominciato ad amare le mie tenebre perché credo che siano una parte, una piccola parte delle tenebre di Gesù e della Sua pena sulla Terra“.