Catania, reddito di cittadinanza a mafiosi e parenti: 76 denunce

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A Catania i carabinieri hanno scovato 76 furbetti del reddito di cittadinanza: denunciati sia soggetti affiliati ad alcune cosche attive nel territorio che i loro familiari.

catania, denunciati furbetti del reddito di cittadinanza
Credit: Pixabay

Nuova operazione delle forze dell’ordine contro i furbetti del reddito di cittadinanza. Questa volta sono stati scovati a Catania, dove i carabinieri del comando provinciale e del Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) hanno denunciato all’autorità giudiziaria 76 persone per indebita percezione del sostegno economico.

Tra queste, 25 risultano già condannate in passato per reati di mafia, mentre le altre 51, di cui 46 donne, hanno usufruito della misura di contrasto alla povertà omettendo di comunicare di essere parenti di soggetti condannati definitivamente per associazione mafiosa.

Le cosche affiliate ai beneficiari illegittimi sono soprattutto quelle di Santapaola-Ercolano, ma ci sono anche soggetti appartenenti ai Mazzei, Cappello, Laudani, Cursoti Milanesi, Pillera, Scalisi e Santangelo-Taccuni. Secondo quanto ricostruito, i soggetti denunciati percepivano il reddito di cittadinanza dall’aprile del 2019.

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Catania, 76 denunce per percezione illecita del reddito di cittadinanza: le indagini

Le forze dell’ordine hanno scoperto che le 76 persone denunciate erano riuscite a ottenere il sostegno economico statale indebitamente attraverso false dichiarazioni, omettendo le informazioni dovute. Secondo la legge per chi viene condannato per mafia vige il divieto ostativo alla concessione del sussidio, mentre le persone che all’interno del proprio nucleo familiare hanno tra i destinatari del reddito di cittadinanza anche un proprio congiunto condannato definitivamente per associazione di tipo mafioso lo devono comunicare.

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Complessivamente, l’importo riscosso dai 76 soggetti denunciati supera i 600mila euro. La procura distrettuale al termine delle indagini ha immediatamente emesso un decreto di sequestro preventivo delle loro carte di reddito di cittadinanza, con l’efficacia retroattiva del sostegno economico percepito in modo illecito.