Allarme OMS: “Il Covid accelera in America del Sud”

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Non solo l’India dove l’epidemia di Covid è sempre più fuori controllo. Anche in America del Sud, come avverte l’OMS, il Covid accelera

Basilicata e Molise zona rossa

A destare forte preoccupazione, come è noto, è il quadro epidemiologico in India dove la “locale” variante continua a mietere vittime: in 24 ore 3 mila morti, superata quota 200 mila. Nel sub-continente indiano 18 milioni di positivi, 6 milioni solo ad aprile, 360 mila nelle ultime 24 ore. Tuttavia, secondo molti esperti, i numeri sarebbero più alti. Nel frattempo l’arcidiocesi cattolica di Bangalore ha deciso di trasformare temporaneamente le scuole cattoliche in ospedali per pazienti Covid.

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La pandemia di Covid non “morde” solo l’India visto che accelera anche in America del Sud. L’avvertimento arriva dall’ufficio regionale dell’Organizzazione Mondiale della Salute. “La nostra regione è ancora nella morsa del virus, in diversi Paesi del Sud America nei primi 4 mesi 2021 è stata peggiore che nel 2020”, ha dichiarato Carissa Etienne, capo della Pan American Health Organization. Per invertire il trend serve “una combinazione di accesso rapido ed equo ai vaccini e misure preventive efficaci. Questa pandemia non solo non è finita ma sta accelerando“.

Allarme OMS: “Il Covid accelera in America del Sud”. Studio britannico: 1 dose vaccino riduce della metà il rischio di contagio

Intanto la variante indiana del Covid dilaga nel mondo dal momento che è stata rilevata, sempre secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in più di 1.200 sequenze del genoma, in “almeno 17 Paesi”. “La maggior parte dei filmati caricati nel database GISAID proviene da India, Regno Unito, Stati Uniti e Singapore”, ha specificato l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel proprio aggiornamento settimanale sull’andamento della pandemia.

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Comunque, non solo cattive notizie: gli esiti di uno studio condotto dall’Agenzia di Sanità Pubblica britannica, infatti, indicano che una singola dose di vaccino può ridurre la trasmissione del coronavirus fino a quasi la metà all’interno di una singolo nucleo familiare dove il rischio di contagio è elevato.  E’ stato, infatti, accertato che le persone infettate tre settimane dopo aver ricevuto una dose del vaccino hanno una probabilità inferiore dal 38% al 49% rispetto a coloro che non sono stati vaccinati di trasmettere il virus ai membri della loro famiglia.