Sopravvissute, in onda su Rai 3 la difficile storia di Katia

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Sopravvissute, le storie delle donne che sono riuscite a sopravvivere ai maltrattamenti, alle violenze psicologiche, fisiche e ai tentativi d’omicidio dei loro compagni.

Sopravvissute, la storia di Katia una donna che ha perso suo figlio (RaiPlay)
Sopravvissute, la storia di Katia una donna che ha perso suo figlio (RaiPlay)

La seconda storia che andrà in onda nel programma diretto da Lea D’Errico su Rai3 parlerà di Katia, una madre di tre figli, a Crotone ha fondato un’associazione per riuscire ad aiutare le donne vittime di violenza e prostituzione.

La sua scelta le costerà molto cara, proprio per via della sua attività nel sociale, la donna riceverà diverse minacce, le quali le scivoleranno addosso e continuerà con la sua opera sociale.

Senza sosta continuerà ad aiutare le donne in difficoltà, un giorno di Gennaio nel 2018, un boss vicino casa sua, entrerà nella sede e comincerà a sparare al primogenito di Katia, all’epoca era 19enne.

Dopo quattro colpi il giovane Giuseppe morirà sotto gli occhi di sua madre, Katia proprio per tenere in vita la memoria di suo figlio, sta continuando a battersi con la sua associazione in difesa delle donne vittime di violenza.

Nonostante la perdita di suo figlio, la donna non si è persa d’animo e ha colto l’occasione per fare del bene nel nome di Giuseppe, cercando di mantenere viva la fiamma della passione per il suo progetto.

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Sopravvissute, le donne si raccontano con coraggio nonostante la perdita dei loro figli

Nelle puntate precedenti è stata raccontata anche la storia di Andrea, una donna bella, intelligente e di successo, la quale ha iniziato la sua carriera da modella.

Dopo aver sfilato per le passerelle, arriverà anche il momento del cinema e delle fiction, a Budapest incontrerà l’uomo del quale perderà la testa, purtroppo non immagina che quell’uomo nasconde qualcosa di pericoloso.

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L’uomo attraverso la sua manipolazione la allontanerà volontariamente dai suoi parenti, amici e conoscenti, portandola a concentrarsi solo su di lui, in modo tale da sviluppare una devozione che costringeva la donna a stare sempre con lui.

L’uomo ha utilizzato la tecnica del ricatto emotivo e dei silenzi punitivi, per poi sparire per diversi tempi facendo sentire la donna inutile e soprattutto invisibile, in questo modo Andrea cadrà nel vortice della violenza psicologica senza fine, provocata dal suo fidanzato narcisista e manipolatore.