Covid, la protesta dei giostrai arriva anche a Torino. Bloccata la Tangenziale, auto in coda e si procede a passo d’uomo.
Mai, come in queste ultime settimane, ci stiamo rendendo veramente conto cosa abbia per l’economia del nostro paese un anno e mezzo di pandemia. Interi settori e centinaia di migliaia di lavoratori con le loro famiglie, sono rimasti fermi, senza poter lavorare in ossequio alle regole anti – contagio. Ma il conto che la pandemia sta presentando tutte queste categorie è un conto altissimo che, forse, solo in pochi potranno saldare senza aiuti immediati e consistenti.
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In questa giornata la categoria dei giostrai sta facendo sentire la sua voce. Una voce che grida che non è più possibile rimanere fermi, perché dopo un anno e mezzo anche il loro settore deve iniziare a scorgere una luce in fondo ad un tunnel nerissimo. Così come sta avvenendo per altre categorie, si devono trovare soluzioni che permettano una riapertura in totale sicurezza.
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Torino è solo una delle città dove questa mattina la categoria dei giostrai e dello spettacolo viaggiante ha deciso inoltrare la propria protesta per quella che definisce “una situazione disperata” e per “accendere un faro su una categoria che non lavora da 13 mesi e destinato, secondo le ultime misure governative, a non farlo fino al primo luglio “. Ciò che ritengono incomprensibile è il diverso trattamento a loro riservato: “Non accettiamo il fatto che il Governo considera a rischio questa attività all’aperto, al contrario di stadi, ristoranti e centri commerciali al chiuso”.
Il loro, grande timore riguarda la decisione del governo di posticipare al 1 ° luglio la riapertura delle loro attività. Questo, secondo l’intera categoria dei giostrai e dello spettacolo viaggiante, comporterà che centinaia di imprese saranno costrette a chiudere, anche per via dei tempi tecnici e burocratici occorrenti per organizzare la riapertura di un Luna Park che, solitamente, superano i trenta giorni.
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