Nuovo naufragio al largo della Libia: un’imbarcazione è affondata davanti alla città di al Zawiya provocando la morte di 50 migranti.
Ennesima strage nel mar Mediterraneo, al largo della Libia: nella notte 50 migranti hanno perso la vita dopo il naufragio della loro imbarcazione davanti alla città di al Zawiya. A renderlo noto è al Arabiya sulla base di quanto riferito dalla Mezzaluna Rossa libica, specificando che tra le vittime vi sono anche alcuni egiziani. Nessuno dei migranti presenti sul barcone è rimasto in vita.
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Quello della scorsa notte è solo l’ultimo dei numerosi naufragi che si sono registrati nelle passate settimane. L’agenzia delle Organizzazioni Unite per le migrazioni, l’Oim, ha fatto sapere durante la giornata di ieri, domenica 2 maggio, che altre 11 persone sono morte dopo che il gommone su cui viaggiavano per raggiungere l’Europa è affondato. I 12 superstiti sono invece stati recuperati e messi in salvo dalla Guardia costiera libica.
Poco meno di 10 giorni fa nelle stesse acque altre tre imbarcazioni erano affondate provocando la morte di oltre 100 migranti: un gommone si era ribaltato, un altro era stato riportato in Libia con a bordo alcune persone senza vita, mentre un terzo barcone è risultato disperso. “È stato come navigare in un mare di cadaveri, letteralmente”, aveva raccontato il presidente di Sos Mediterranee Italia, Alessandro Porro.
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Complessivamente negli ultimi giorni sono più di 700 i migranti riportati in Libia. “È necessario fornire urgentemente più vie legali per uscire dal Paese per evitare che accadano tragici incidenti in mare e frenare il traffico di esseri umani”, ha detto Tarik Argaz, portavoce dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, l’Unhcr. Secondo il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, con l’arrivo dell’estate gli sbarchi sono destinati ad aumentare considerevolmente.
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