Antonio Rasero, chi è l’uomo in carcere con l’accusa di infanticidio

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La vicenda di Antonio Rasero, chi è l’uomo in carcere con l’accusa di infanticidio: l’ex broker ha lanciato un appello a Le Iene.

(screenshot video)

C’è anche la vicenda di Antonio Rasero tra quelle che tratta la trasmissione televisiva Le Iene, in onda il 4 maggio su Italia 1 in prima serata. L’uomo è in carcere con sentenza passata in giudicato: l’ex broker genovese era accusato di avere ucciso nel marzo 2010 il piccolo Alessandro Mathas, il bimbo di otto mesi figlio della sua compagna occasionale, Katerina Mathas.

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Il 10 maggio 2017, la Corte di Cassazione mise la parola fine alla vicenda giudiziaria, confermando la condanna a 26 anni di carcere emessa dalla Corte di Appello di Milano e respingendo contestualmente il ricorso presentato dai difensori di Antonio Rasero. Il piccolo Alessandro venne ucciso nella notte tra il 26 e il 27 marzo del 2010 in un residence di Nervi.

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Di cosa è accusato Antonio Rasero e cosa sostiene invece l’uomo

Antonio Rasero si è sempre proclamato innocente e anche alle Iene spiega di averne la certezza, ammettendo comunque che la relazione con Katerina Mathas era basata su sesso e cocaina. Ma secondo le indagini della Squadra Mobile e del pm Marco Airoldi, a uccidere il piccolo sarebbe stato proprio lui quella notte di oltre undici anni fa. In queste settimane, l’uomo spiega di essere tornato a sperare nella revisione del processo. Lo stesso iter giudiziario non fu lineare: condannato a Genova a 26 anni in primo grado, l’uomo venne assolto in un primo processo d’Appello.

Sentenza impugnata in Cassazione, che chiese un nuovo processo d’Appello. Arrivò la condanna per Antonio Rasero e oltre sette anni dopo la morte del piccolo Alessandro si giunse alla sentenza passata in giudicato. Nella seconda sentenza d’Appello, quella che assolve la mamma del piccolo Alessandro, ma condanna il suo amante, “l’apparente stallo probatorio, derivante dalle opposte versioni dei fatti dei due soli adulti presenti nel locale in cui Alessandro trovò la morte, si risolve in maniera netta in favore dell’innocenza della Mathas”. Invece Antonio Rasero venne accusato dai giudici d’Appello meneghini, che lo giudicarono la seconda volta, di aver “raccontato menzogne, cambiato più volte versione, cercato di depistare le indagini”. Una versione dei fatti che appunto Rasero respinge, proclamando la sua piena innocenza.